Addio New York: Marbury si trasferisce a Boston

Dopo il buyout con i Knicks, il play firma con i Celtics, dove farà la riserva di Rajon Rondo

Pubblicato il 27/02/09 in Home, Basket|TAG: nba, stephon marbury, new york knicks, boston celtics

marbury lee
Stephon Marbury con Spike Lee, grande tifoso dei Knicks Fonte: L.Ronchi/Getty I.

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I rumors si sono tradotti nell'annuncio ufficiale: ottenuto il buyout dai New York Knicks, Stephon Marbury si accasa ai campioni in carica di Boston, da tempo alla ricerca di un play di riserva per il pur ottimo Rajon Rondo.
 
Il neo Celtics dovrebbe firmare al minimo salariale per un giocatore della sua militanza Nba, ovvero circa 1.26 milioni di dollari fino alla conclusione della stagione, a meno che i biancoverdi non decidano di destinare a lui una delle “eccezioni salariali “ a loro disposizione, un biennale da poco meno di 2 milioni a campionato.
 
A rendere noto il cambio di casacca è stato lo stesso giocatore in un'intervista al New York Times: "Dovevo andare lì. Ora mi dovrò adattare al loro sistema: volevo provare ad andare dove posso dare il mio contributo per vincere il campionato - le parole di Marbury - Ci sono stati giorni difficili in cui ho pensato di smettere di allenarmi perché non volevo più sollevare peso pensando che non avrei più giocato in questa stagione. Qualcosa però mi continuava a dire 'no, continua a lavorare e sii un professionista'".
 
Lontano dai campi di gioco da oltre un anno (la sua ultima partita ufficiale di regular season risale all'11 gennaio 2008) a causa prima di problemi fisici poi di un contenzioso con il nuovo coach dei Knicks, Mike D'Antoni, Marbury potrebbe scendere in campo già questa notte contro Indiana al Boston Garden.
 
"Sono davvero eccitato, tutto ormai è alle spalle, si apre un nuovo capitolo del mio libro. Non ho 35 minuti nelle gambe, ma posso sicuramente andare là fuori e giocare", ha commentato play.
 
In carriera è stato spesso accompagnato dalla fama di 'selfish player', un giocatore egoista che pensava più a sé che non al bene della squadra, tanto che molti ne hanno criticato l'inserimento negli ingranaggi, quasi perfetti, dei Celtics: "Non mi importa quello che dice la gente di me, io sono qui e sono questo. A tutti dico - ha concluso Marbury - che soltanto il tempo potrà parlare per me".
 
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