L'Armani Jeans prende Finley: ora caccia alla guardia
Dopo il play ex Montepaschi Siena, a Milano potrebbe arrivare Bracey Wright.
Pubblicato il 10/08/09 in Home, Basket|
STAGIONE 2009/2010
L’Armani Jeans Milano sta completando la sua campagna acquisti estiva: lunedì l’Olimpia ha messo sotto contratto per le prossime due stagioni Morris Finley, 28enne play che ha disputato l’ultima annata cestistica con la divisa del Montepaschi Siena.
“Sono felice di essere a Milano, una società dalla grande tradizione che negli ultimi anni sta tornando ai fasti del passato – ha dichiarato lo statunitense dal sito ufficiale biancorosso – Spero di dare il mio contributo per vincere più partite possibile sia in Eurolega che in Italia”.
“Per farlo posso garantire grande energia, duro lavoro e tanta voglia di competere – ha aggiunto Finley – So di dover aggiungere esperienza al mio bagaglio personale, soprattutto in Europa, ma penso di aver già compreso alcune cose che mi aiuteranno in questo senso: non vedo l’ora di cominciare la stagione agli ordini di coach Bucchi, con il quale ho già parlato e con cui ho grande sintonia”.
Al quadro della nuova Armani manca ora un solo elemento, ovvero la guardia titolare: candidato numero uno a occupare il ruolo è Bracey Wright, nell’ultima stagione alla Joventut Badalona dopo esperienze anche nella Nba con i Minnesota Timberwolves.
Squadra quasi completata, dunque, ma tra qualche perplessità: pur omettendo la curiosità di come Milano abbia trovato il suo play titolare in quello di riserva di Siena – che intanto le ha strappato David Hawkins - , la cosa sicura è che l’Olimpia si appresta a vivere l’ennesima rivoluzione di mercato.
L’Armani ha infatti rinunciato a tanti acquisti della scorsa estate e perfino del mercato di riparazione: addio dunque non solo al sopracitato Hawkins, Sangarè, Thomas, Katelynas e Sow ma anche a Price, Taylor e Marconato, per non citare Vitali, teorica pietra angolare della nuova squadra di un anno fa e adesso ancora a Milano solo perché non si è trovata una soluzione che permetta magari al club di Via Caltanissetta di non perderlo definitivamente. Il tutto mentre s’è registrato l’addio al general manager Lucio Zanca.
Il dubbio, insomma, è che il famoso piano triennale sia sempre più da intendersi come un insieme di piani annuali che non come un progetto a lunga scadenza, al di là del fatto che i neoacquisti, da Finley a Maciulis, da Mancinelli a Petravicius siano giocatori di qualità. Che poi questa situazione sia condivisa da gran parte dei nostri club non è certo un’attenuante alla carenza di programmazione a lunga scadenza che – Siena esclusa - caratterizza sempre più l’Italbasket.
Federico Ferri




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