"Sono tempi di crisi, è inutile nasconderselo. Crisi economica, non solo in Italia, a tutti i livelli, che investe anche lo sport e quindi la pallacanestro. C'erano cose da riformare". Così l'allenatore della Nazionale e della Mens Sana Siena Simone Pianigiani in una intervista sull'emittente radiofonica RTL 102.5.
"Questi momenti di crisi, però, possono essere momenti di opportunità per fare delle scelte. E credo che la Federazione e tutte le componenti, che stanno dialogando con lei, stiano facendo la cosa giusta, e cioè una riforma di ampio respiro. Sono sicuramente favorevole e credo si possa arrivare a fare qualcosa di importante", ha aggiunto il tecnico azzurro.
Poi Pianigiani ha parlato dei giovani. "Il salto dall'essere giovani interessanti, anche buoni giocatori, ad essere giocatori europei, che fanno la differenza nelle squadre che giocano le coppe, a livello internazionale, è molto complesso per un motivo molto semplice- spiega Pianigiani - si gioca un tipo di pallacanestro che è diverso per fisicità, contatti, metro arbitrale e mille altre situazioni. I giocatori che escono dai nostri settori giovanili per essere già pronti a giocare contro squadre come Panathinaikos, Real Madrid, Barcellona, Mosca devono compiere quel salto, un 'buco' che noi dobbiamo riuscire a coprire facendogli fare esperienza a livello internazionale".
"Due anni fa abbiamo cominciato con una nuova generazione di giocatori che, a mano a mano, sta cercando di adattarsi ad una pallacanestro internazionale e credo che questo lavoro sia riconoscibile e che dei frutti li porterà", aggiunge il ct.
Parlando del campionato, invece, Pianigiani dichiara: "Lo sport è una brutta bestia: non c'è, come in altri campi ed altri settori una consequenzialità diretta, un risultato direttamente proporzionale all'investimento. E' chiaro che i budget sono importanti, fondamentali per costruire talento ed organizzazione, però poi ci vuole tanto di più dentro, perché fare sport significa avere il senso dell'impresa, di superare le difficoltà. Il nostro è un campionato straordinariamente equilibrato e nei playoff, a giugno, dopo tanti mesi con le squadre che si aggiustano e cambiano, può succedere di tutto."