Trionfo Lakers: l'importanza del fattore Ariza

A sorpresa l'ala losangelina è stato uno dei fattori decisivi per il trionfo gialloviola.

Pubblicato il 16/06/09 in Basket|TAG: finali nba, los angeles lakers, trevor ariza, kobe bryant

trevor ariza
LE FOTO DEL TRIONFO DEI LAKERS Fonte: L.Ronchi/Getty I.

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Non solo Kobe Bryant e Phil Jackson. Il 15° titolo Nba vinto dai Los Angeles Lakers ad Orlando nella notte tra domenica e lunedì ha tanti altri protagonisti: dal General manager Mitch Kupchak, che ha riunito la sua stella al vecchio coach e costruito una squadra completa e profonda, a Pau Gasol, scopertosi “tosto” e in grado di marcare una potenza come Dwight Howard, da Derek Fisher, decisivo in gara-4 con le sue triple, fino a Lamar Odom, finalmente confermatosi ad altissimi livelli con una continuità che gli era sconosciuta.
 
La più grande sorpresa dei Lakers nella cavalcata dei playoff 2009 è però stata probabilmente Trevor Ariza: cresciuta cestisticamente in California tra Westchester High School e la prestigiosa università di UCLA, l’ala è arrivata a Los Angeles la scorsa stagione proprio da Orlando in cambio di Maurice Evans e Brian Cook senza però brillare particolarmente nei suoi primi mesi in gialloviola.
 
Quest’anno, invece, Ariza ha progressivamente conquistato spazio fino a diventare titolare fisso: conosciuto come un atleta in grado di attaccare il canestro, Trevor ha saputo costruirsi anche un tiro da fuori affidabile e utilissimo per punire i raddoppi su Kobe Bryant. Senza contare le sue abilità nella propria metà campo: proprio la capacità sua e di Lamar Odom di difendere sui lunghi atipici e tiratori di Orlando, vedi Hedo Turkoglu e Rashard Lewis, è stata una della chiavi tattiche per limitare l’attacco dei Magic.
 
Soprattutto, come i giocatori “veri”, Trevor ha saputo alzare il livello del suo basket nei playoff, risultando decisivo almeno in un paio di partite sia della finale di Conference contro Denver che delle Finals contro Orlando. Contro i Nuggets Trevor ha rubato alcuni palloni decisivi in gara-1 e gara-3 mentre contro i Magic ha piazzato 11 punti nel break della fondamentale rimonta di gara-4 e 7 nel parziale di 16-0 che domenica ha virtualmente consegnato ai Lakers il titolo.
 
“Io decisivo? Non saprei, penso solo a scendere in campo e giocare la mia partita – s’è schernito Ariza – Quando ti metti troppa pressione addosso rischi di combinare pasticci: ecco perchè bado a iniziare la partita con la mente sgombra da altri pensieri e cerco solo di giocare duro”.
 
Il problema per i Lakers arriva adesso, visto che sia lui che Lamar Odom sono free agent e in estate Kupchak dovrà chiedere alla proprietà di fare sforzi importanti per tenerli entrambi, a rischio di sforare eccessivamente la già superata soglia della temuta “luxury tax”. Dal canto loro, ad L.A. hanno fatto però capire di essere pronto a fare sacrifici pur di trattenere entrambi. Come dire, non si bada a spese per raggiungere certe obiettivi: specie se gli obiettivi in questione si chiamano Anelli Nba e, soprattutto, vengono centrati.
 
Federico Ferri
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