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E' sempre l'Inter la squadra da battere? Dì la tua!

Dopo il mercato deludente dei nerazzurri, salgono le quotazioni delle rivali.

Pubblicato il 03/09/10 in Home, Calcio|TAG: scudetto, tricolore, inter, milan, juventus

Diego Milito
Diego Milito
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Bologna-Inter, pari al Dall'Ara
 
Dopo questo calciomercato estivo è ancora l’Inter la candidata principale alla vittoria dello Scudetto? E’ questa la domanda che tutti i tifosi, in primis quelli della Beneamata, si fanno dopo la prima giornata di campionato e il sostanziale immobilismo nerazzurro a fronte delle importanti campagne acquisti delle varie Roma, Juventus e, soprattutto Milan. Cerchiamo allora di dare una risposta, analizzando i motivi per i quali l’Inter può essere ancora considerata la favorita nella corsa al titolo e quali, invece, che potrebbero farla scendere dal primo posto della lista delle pretendenti al successo finale.
 
PERCHE’ L’INTER E’ ANCORA LA FAVORITA NUMERO UNO
 
SQUADRA VINCENTE NON SI CAMBIA – Sono passati pochi mesi da quando capitan Zanetti ha alzato la Champions a Madrid e, se si esclude l’addio a Balotelli, il gruppo è rimasto quello che ha vinto tutto negli ultimi dodici mesi, Supercoppa Europea esclusa. E’ vero: è partito SuperMario, un talento formidabile ma non certo decisivo come lo sono stati nel corso della stagione i vari Milito, Eto’o, Sneijder o Maicon. E se il rendimento non è al top, va anche valutato l’impatto del Mondiale, che ha fatto iniziare in ritardo la preparazione a molte stelle nerazzurre. Tra poche settimane, per intenderci, la situazione potrebbe essere ben diversa da quella di Monaco e Bologna.
 
GRUPPO COMPATTO – Proprio con la cessione di Balotelli si è poi ulteriormente cementato lo spirito di un gruppo che ha fatto proprio dell’unità contro tutti gli avversari uno dei punti di forza della passata stagione. L’aver vinto tanto insieme non fa altro che dare ulteriore sicurezza ad un nucleo sostanzialmente immutato negli uomini “emotivamente” più rappresentativi e non dovrebbero essere paio di risultati deludenti a minare certezze costruite in anni di trionfi.
 
GIOVANI DI TALENTO – Detto dell’addio a Balotelli, non va peraltro sottovalutato l’impatto che potranno avere alcuni giovani di prospettiva: Jonathan Biabiany dal Parma e Coutinho dal Vasco Da Gama hanno già mostrato sprazzi più che interessanti e anche McDonald Mariga, dopo sei mesi ad Appiano Gentile, potrà fornire un apporto superiore rispetto a quanto fatto finora.
 
PERCHE’ L’INTER NON E’ LA FAVORITA NUMERO UNO
 
AVVERSARIE RAFFORZATE – Inutile negarlo: il mercato di Milan, Roma e Juventus è stato di un altro livello e rispetto a dodici mesi fa e le prospettive, soprattutto di rossoneri e giallorossi, paiono ben più ambiziose. Ibrahimovic e Robino, ma pure Boteng, Yepes e Papastathopoulos hanno arricchito il Milan mentre Adriano, Burdisso, Borrielo e Simplicio danno maggiore consisitenza alla Roma. Perfino la Juve, magari non a livello di qualità assoluta ma certamente di quantità, ha costruito una rosa più affidabile di quella passata. Il tutto mentre l’Inter, a detta di molti, è stata troppo a guardare, perdendo pure uno potenziale “crack” come Balotelli.
 
BENITEZ A MANI VUOTE – Tra i più delusi del mercato interista c’è certamente Rafa Benitez, che sperava di portare a Milano almeno Kuyt e Mascherano e s’è dovuto scontrare con la rigorosa politica economica del patron Massimo Moratti. Resta da vedere quanto questa insoddisfazione del tecnico si rifletterà nei confronti della società quando capiterà qualche infortunio di troppo o passo falso inatteso. Insomma, Benitez potrebbe dare la colpa di certi risultati negativi a Moratti e Branca, all’insegna di un “io l’avevo detto” molto simile ad un “io avrei comprato”.
 
ADDIO STIMOLI DI MOU E PANCIA PIENA – Al di là di alcuni aspetti tecnici – Benitez vuole una difesa più alta e un maggiore possesso palla rispetto a Mourinho – c’è poi chi sospetta che il tecnico spagnolo sia troppo flemmatico, facendo così mancare alla squadra quelle sferzate di energia che invece il portoghese dava continuamente, caricando la squadra e unendola con un clima da assedio esterno che ne ha cementato l’unità di intenti. La cosa potebbe essere ancora più grave qualora, dopo la conquista di Scudetti in fila e pure della Champions, qualcuno della Vecchia Guardia cominciasse a sentirsi la "pancia piena" e non avere più quel furore agonistico degli anni precedenti, magari dopo un’estate che avrebbe potuto dare nuove stimoli in nuove destinazioni, come sarebbe potuto capitare a Maicon e Milito.
 
E IL GIUDIZIO E’...
In conclusione, l’impressione è che nonostante un mercato asfittico, l’Inter parta ancora davanti sulle rivali. Il problema è quantificare questa distanza dalle avversarie, distanza indubbiamente ridottasi. Se i nerazzurri torneranno ad esprimersi secondo i vecchi standard, il margine sarà comunque sufficiente a garantirsi la conquista dell’ennesimo Scudetto, altrimenti l’esiguità del del vantaggio potrebbe davvero riportare un nome diverso dall’inter nell’Albo d’oro della Serie A.
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