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Hamsik e Pastore, tutti vogliono i gioielli di Napoli e Palermo

Il parere del nostro esperto di calciomercato Alfredo Pedullà.

Pubblicato il 04/03/10 in Home, Calcio, Calciomercato|TAG: calciomercato, napoli, palermo

marek hamsik napoli

Il signor Marek di cognome fa Hamsik, non sta giocando benissimo, può e deve dare di più, eppure i grandi club farebbero follie per strapparlo al Napoli. A costo di alzare l’offerta e di sfiorare cifre che di solito vengono sborsate per un autentico fenomeno.

Il signor Javier, al secolo Pastore, è l’oro zecchino di Palermo: una splendida operazione della scorsa estate, un investimento mica tanto scriteriato, piuttosto ponderato e dal rendimento assicurato. Il passaparola è: se non sfonda, significa che abbiamo sbagliato tutto.  Pastore ha qualche problema tattico da risolvere: naturale, visto che arriva da un altro mondo calcistico, non si può pensare che dalla sera alla mattina riesca ad ambientarsi. Delio Rossi dichiara che deve ancora mangiarne di pane duro: ha ragione, ma è soltanto un modo per tenerlo sempre sul pezzo, motivato. La classe di Pastore è acqua di sorgente. Se partiamo dal presupposto che i primi sei mesi di Platini sono stati complicati, bisogna proprio dire che l’apprendistato di Javier sta procedendo nel migliore dei modi. Nessun dramma, nessun processo.

I rispettivi presidenti sono De Laurentiis e Zamparini, due personaggi che non hanno certo bisogno di fare cassa e di vendere tanto per tamponare qualche buco in bilancio. Questi particolari dovrebbero essere sufficienti per tranquillizzare i tifosi di Napoli e Palermo, ma cosa accadrebbe se qualcuno si presentasse con 30 milioni cash? Beh, in effetti è una bella domanda.

Se il Napoli pensasse alla Champions League e ad una partecipazione fissa a stretto giro di posta, Hamsik (che sta per siglare un nuovo contratto) non potrebbe essere escluso da simile progetto. E fa bene De Laurentiis ad alzare l’asticella fino a 40 milioni (almeno), un metodo per scoraggiare i pretendenti. Il discorso vale per il Palermo, considerato che Pastore da un momento all’altro potrebbe acquisire quella serenità, logica conseguenza di un’immediata maturità tattica, per giocare una partita più bella dell’altra, senza quelle maledette pause che gli tarpano le ali.

Ora si tratta di capire se, in presenza di un’offerta da capogiro, De Laurentiis e Zamparini diranno “ci arrendiamo, non possiamo resistere”. A Napoli e a Palermo toccano ferro al semplice pensiero. Hamsik era stato monitorato dalla Juve, che avrebbe voluto mettere sull’altro piatto della bilancia una contropartita tecnica: discorso naufragato immediatamente, soprattutto perché la proprietà del Napoli ha detto stop a qualsiasi tipo di tentazione.

Ci sono due-tre club che per Hamsik sarebbero pronti ad allargare i cordoni della borsa: l’Inter in testa, da sempre, perché ha capito che con Marek il salto di qualità sarebbe enorme; il Real a ruota, ma in scia c’è il Chelsea che sta cercando nuove soluzioni per rinfrescare il centrocampo. Partiamo da un presupposto: Hamsik è costato 5,5 milioni, briciole rispetto al suo valore; giocava nel Brescia, il che significa che Inter, Milan e Juve hanno perso un’occasione unica a pochi chilometri di distanza dalle rispettive sedi. E aggiungiamo un altro particolare: un presidente della potenza economica e del carisma di De Laurentiis sa che cedere Hamsik, oggi, significherebbe trasformare in incubi i legittimi sogni dei tifosi del Napoli. Marek(iaro) non si tocca, dicono all’ombra del Maschio Angioino.


Se Pastore fosse sul mercato, sarebbe un nuovo testa a testa tra Inter e Chelsea
. Gli uomini di Moratti ci hanno provato poco più di un mese fa, ma Zamparini ha sbattuto la porta in faccia. Non a caso il presidente si è arrabbiato non poco quando Delio Rossi ha avuto il coraggio di escluderlo nella recente trasferta di Roma: il teorema di Zamparini stabilisce che si può rinunciare a qualsiasi cosa, ma non alla presenza fissa del talentuoso Javier fin dal primo minuto.

E’ evidente che il Palermo voglia e debba resistere alle tentazioni: intanto per assicurare con una certa continuità Pastore al progetto rosanero; e poi perché entro due anni il ragazzo può raggiungere la valutazione di trenta milioni e dintorni. A quel punto, trattenerlo sarebbe quasi impossibile. Ma nel frattempo un Pastore che prende per mano il Palermo e lo catapulta nel dorato mondo della Champions sarebbe la logica conseguenza di un’intuizione – strapparlo all’Huracan – che gli ambiziosi siciliani hanno avuto, mentre gli osservatori dei grandi club dormivano beati. Adesso sarà soltanto Zamparini a dettare le condizioni, logica e giusta conseguenza: per quale motivo dovrebbe andare diversamente?

Alfredo Pedullà

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