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Inter, Moratti congeda Balotelli e rincorre il sogno Aguero

Il presidente ammette l'addio a Mario, ennesimo talento azzurro che finirà all'estero.

Pubblicato il 28/07/10 in Home, Calcio, Calciomercato|TAG: inter, moratti, balotelli

Sergio Aguero
Sergio Aguero
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Nuova Ferrari per Mario Balotelli. Foto

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"Perché una sconfitta di Moratti? Può anche essere, non lo so, vedremo se la partenza di Mario Balotelli sarà una sconfitta, lo considerino come vogliono". Mario, Mario, Mario e ancora Mario. Se il presidente nerazzurro Massimo Moratti esplicita quanto ormai noto è perché la trattativa è matura. Le cessioni di questa sessione di calciomercato in corso Vittorio Emanuele sono state definite per consolidare quel tesoretto che verrà investito anche nel futuro stadio. Anche, poiché non di soli investimenti gode un bilancio. Intanto - dato Balotelli al Manchester City - Mascherano è già una certezza, Robben o Schweinsteiger si inseguono e Aguero si sogna.
 
"C’è Coutinho che è un altro giovane, la scomessa continua. Su Balotelli hanno ragione tutti, è un talento che, per conto mio, non si è ancora espresso al 100% - ha spiegato a Sky il patron -, ma questo talento, in questo momento, non è sembrato così indispensabile all’interno della realizzazione della squadra. Abbiamo delle offerte importanti, degli obiettivi di carattere economico, quindi il sacrifico lo fai con il giocatore che gli altri ti chiedono, non con quello che cerchi di vendere e nessuno vuole. Balotelli rimane un grande talento, ma per noi è quasi un obbligo uscire in questa maniera". "Che tipo di rapporto aveva con lui? - continua -. Con lui avevo un rapporto decisamente buono, poi non so cosa dirà lui".
 
Che cosa sarà di Balotelli lo si può immaginare. Lascerà Milano, giocherà al Manchester City, continuerà a fare il pazzarello (la stampa inglese abbonda già di nomignoli). Ma in questa lucida confessione emerge (neanche troppo velatamente) quanto si sia consumato all'interno dello spogliatoio cioè la realtà di una fallimentare incompatibilità tra Mario e il resto del gruppo:  "Certamente avrà inciso. Non si è trovato benissimo e anche gli altri in certi momenti, ma le vittorie hanno fatto sì che tutto fosse perdonato, anche perché c’era la stima nei confronti del professionista che gioca bene. Ciò non toglie che questo abbia influito nel sentirlo un po’ meno parte di un pezzo unico".
 
"Benitez è molto professionale, lavora moltissimo. E garanzia di serietà e, spero, di buoni risultati" . Inevitabile quindi pensare alla voce arrivi. Di rumors ce ne sono sul possibile sostituto. Potrebbe essere Kuyt? "Dobbiamo ripartire con quello che abbiamo, un gruppo che ha fatto bene. C’è un allenatore diverso - ha aggiunto Moratti -, che ha visioni diverse dal precedente, ma che cerca di preservare il buono. Da lì si riparte, dalle vere necessità che può avere questa squadra, poi ti puoi consentire lo sfizio del giovane. Non devi cercare la stella, ma un giocatore funzionale: l’orologio deve girare così".
 
Con Fabio Capello un qualcosa c'è stato, ha ammesso: "E’ stata un’ipotesi reale che è durata due giorni e mezzo, il tempo di un weekend, saltata il lunedì, non è stato in concorrenza con Benitez, è stato qualcosa di realizzabile, ma che poi non era in realtà realizzabile. Lì non ho toccato niente, è arrivata una domanda che si è ritirata da sola". Infine una considerazione su Mourinho: "il risultato te lo porta e poi è divertente vivere così al limite, non è una cosa negativa, a me non ha logorato per niente. Mourinho aveva un impatto aggressivo, anche Herrera si divertiva molto, ma i tempi erano diversi anche nella risposta dei media".
 
 
MERCATO IN ENTRATA - Chi arriverà? Chi seguirà il nuovo corso? Il tesoretto (che poi così modesto non è) consente alla società di indirizzarsi su giocatori di prima fascia. Abbiamo detto Mascherano (che ha formalmente detto addio al Liverpool), Kyut e un terzo obiettivo che dovrebbe consentire maggiore dinamicità. Robben o Schweinsteiger. E poi quel Sergio Aguero che, ammettiamolo, è lo sfizio del presidente per cui l'allenatore spagnolo non si dispiacerebbe.
 
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