Voi, dopo quanto emerso dall'inchiesta condotta dalla procura di Cremona, non vi porreste interrogativi sulla sorte dell'Anc? La sigla in questione è quella dell'
Associazione Nazionale Calciatori di Serie A, l'altra faccia del sindacato dei giocatori del massimo campionato che aveva scelto come uomini simbolo Cristiano
Doni e
Gianluigi Buffon che firmarono un manifesto che da una rapida ricerca è facilmente ritrovabile sul sito ufficiale.
Una delle conseguenze di quanto emerso in questi ultimi mesi è che questa realtà rischia di essere cancellata. L'ex idolo della curva era legato a questa associazione e ricoprire il ruolo di vicepresidente, un incarico formale.
Dopo l'iniziale solidarietà espressa attraverso una nota, è seguito il silenzio. D'altronde il processo sportivo e ancora, quanto confessato dal giocatore dell'Atalanta in merito all'inchiesta sul giro di scommesse illegali e gli intrecci connessi ha ribaltato il senso di quello riportato in quel comunicato.
Quella lettera iniziale firmata da Buffon e
Doni va rivisto alla luce degli ultimi avvenimenti. E già si valuta, senza eccessiva sorpresa, che del dualismo tra le due relatà sindacali non ne rimanga che un processo di avvicinamento. Nell'organigramma - ovvimanete - non compare più il nome di Doni. Aprendo la pagina dedicata all'attuale assetto, compare la seguente distribuzione di ruoli e funzioni. Il presidente del sindacato è Piero Gualtieri, vice Gigi Buffon, consiglieri rimangono Biondini, Del Grosso,
Vittorio Feltri (schieratosi al fianco del giocatore in passato), Guana e Ricci.
Dall'incontro tra Buffon e Tommasi, presidente dell'Aic, potrebbe scaturire la confluenza neanche troppo remota degli iscritti circa una cinquantina di cui in larga parte calciatori del club bergamasco nel sindacato maggiore. Un tema non banale, anche in tema di rinnovo contrattuale.
DONI SCARICATO DAI TIFOSI - Intanto i tifosi atalantini scaricano l'ex capitano con uno striscione inequivocabile. La curva bergamasca ha di fatto bidonato il suo beniamino. "Siamo e restiamo per il calcio sano. Doni con noi hai chiuso". Questo striscione dei tifosi della Dea è successivo al comunicato della società orobica, che si dichiarava estranea alle combine. Doni è stato sbertucciato anche dai dirimpettai ultras del Milan: "Doni, ci sei o ci Snai", lo stendardino esposto allo Stadio Azzurri d'Italia.