Agnelli, l'anti-Inter: "Rivogliamo i due scudetti. Stimo Moggi"
Il presidente ha aperto i lavori dell'Assemblea dei soci della Juventus.
Pubblicato il 27/10/10 in Home, Calcio|
Gli scudetti, secondo Andrea Agnelli, sono 29. Non è la prima volta che il presidente della Juventus del nuovo corso lo afferma con simile veemenza. Ma oggi è il giorno di Pavel Nedved investito della carica di consigliere e di responsabile del settore giovanile (prima ipotesi) che sancisce l'ingresso de facto nella società.
Il passaggio più rilevante concerne le linee strategiche della società e la questione Calciopoli, ovvero i titoli che continuano a figurare in curva e negli archivi degli juventini: "Una volta accertata la correttezza della società negli anni in questione potremmo avanzare la richiesta di riassegnazione dei titoli. Il procedimento giudiziario al Tribunale di Napoli - ha aggiunto il presidente bianconero - è uno dei due aperti. L'altro riguarda l'esposto che abbiamo presentato per la revoca dello scudetto 2006". Nel primo pomeriggio ha poi ribadito - a rafforzare la sua posizione rispetto ai fatti risalenti a quattro anni fa - quanto già asserito in merito al protagonista di quelle vicende, Big Luciano: "Ho sempre ribadito di stimare Moggi. Il punto di riferimento attuale è Marotta".
Il discorso del presidente ha aperto l'assemblea degli azionisti al Centro congressi del Lingotto di Torino che precede il consiglio. Agnelli, alla prima riunione, ha sottolineato che "la mia presenza qui rappresenta l'unità d'intenti della nostra famiglia, la mia e di mio cugino John Elkann".
"L'ultima stagione sportiva è stata tra le più burrascose della storia ultracentenaria della società - ha aggiunto -. Dal mio ingresso, abbiamo così portato avanti una serie di riflessioni su tre aspetti. Il rafforzamento manageriale, con l'ingresso di Beppe Marotta come direttore generale area sport, la guida tecnica, con l'arrivo di Del Neri, e il rinnovamento del Cda. All'ordine del giorno di oggi c'è infatti la proposta di ingresso in consiglio dello stesso Marotta e di Pavel Nedved". Al vaglio il bilancio del club di corso Galileo Ferraris, in evidente perdita. I motivi? Operazioni di mercato a perdere (Diego?) e il mancato introito derivante dalla qualificazione in Champions League.
Un'eredità che in parte deriva dalle gestioni precedenti, compresa quella che si riassumeva in John Elkann, presidente Exor, che ha presenziato all'assemblea dei soci. Si è fermato soltanto pochi minuti per salutare il cugino Andrea, per la prima volta impegnato come presidente della Juventus all'assemblea dei soci. In sala anche il dg Beppe Marotta e l'avvocato Briamonte oltre a Nedved, ammessi nel CdA che si allarga così da sette a undici membri.












