L'alieno Mourinho: fenomenologia dello Special One
Tutti i segreti e le strategie del vate di Setubal svelati in un saggio di Sandro Modeo.
Pubblicato il 30/09/10 in Home, Calcio|
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Come mai José Mourinho risulta così antipatico all'opinione pubblica? Perché tutti i giocatori che ha avuto alle sue dipendenze nutrono una profonda devozione per lui? Perché cannibalizza l'attenzione, vestendo i panni di un irriverente Houdini? Sono interrogativi a cui risponde con perizia, seguendo una trattazione densa, raffinata e ricca di riferimenti al calcio e alla filosofia, il giornalista e scrittore Sandro Modeo, nel libro L'alieno Mourinho, Isbn Edizioni, la summa del Mourinho-pensiero, una biografia articolata, declinata con competenza intellettualistica e facendo ricorso alle categorie della neuroscienza e della psicanalisi. Ecco cosa ci racconta in esclusiva l'autore.
Perché Mourinho può essere considerato un alieno?
Perché in tutte le sue presentazioni, da nomade, personaggio itinerante del calcio Mourinho si è mostrato in ambito mediatico come antagonista, estraneo, come un personaggio di rottura, se vogliamo alle regole e ai sacri rituali del mondo del calcio in cui atterrava. E' successo in Inghilterra, in Italia e ancor più in Spagna, dove è attaccato in maniera feroce ultimamente. La sua intemperanza mediatica e il suo diverso approccio culturale lo fanno apparire come un extraterrestre.
Lei confuta la teoria per cui Mourinho è il trionfo del calcio parlato sul calcio giocato. A cosa si deve l'equivoco del Grande Comunicatore?
L'equivoco si deve al fatto che non vengono prese in opportuna considerazione le sue complesse metodiche di allenamento, il coaching motivazionale, il lavoro tattico fatto di pressing sistematico, la fitta intelaiatura di passaggi che fanno sì che le squadre di Mourinho detengano un possesso palla del 65%-70%, come il Real di queste ultime partite. Viene presa sempre in considerazione semplicisticamente la partita della semifinale di ritorno di Champions contro il Barcellona.
Polimorfismo e risultatismo, la personalità del tecnico sembra dibattersi tra questi estremi. A cosa si deve l'incompatibilità con l'Italia?
Mourinho viene avversato e sminuito perché rompe con gli schemi cristallizzati e le abitudini consolidate. Il nostro è un paese strano, in cui si preferiscono antropologicamente i patteggiamenti e il sommerso allo scontro feroce. Ho utilizzato un paragone forte. Se n'è andato per crescente incomunicabilità. Larga parte del nostro paese ha mal digerito Tangentopoli e Calciopoli, vivendole come intromissioni indebite le invettive di Mourinho sono incompatibili con il sistema.
Perché un tecnico con questo palmares viene così avversato e sminuito?
Senza accavallare molti piani, Bela Guttman (uno dei modelli di riferimento mourinhiani) teorizzava che il terzo anno è fatale per un allenatore e il tecnico portoghese ha sempre rispettato questo principio, tranne che nel Chelsea, unico momento della carriera in cui non ha vinto niente. Molto sinteticamente il potere di suggestione magnetica, l'intensità eccessiva e la morbosa maniacalità di Mourinho è estremamente usurante nel lungo periodo. Mourinho non sarà mai un tecnico dai lunghi cicli alla Fergusson o alla Wenger.
Perché la serata di Barcellona ha costituito la sublimazione, lo splendore del vero per gli interisti?
Il bello è lo splendore del vero è una citazione platonica. Mourinho è un risultatista, la sua pulsione per la vittoria è accecante, e l'estetica può attendere. La partita contro il Barcellona pone la contraddittorietà di Mourinho. Se non la ottiene si arrabbia. Non c'era alternativa nell'affrontare quella gara. Mentre la partita di andata è stata condotta con ripartenze scintillanti e manovre piuttosto fluide, nel match di ritorno, dopo l'espulsione ingiusta di Motta, Eto'o ha giocato da esterno basso, ma è stato solo un apparente catenaccio.
L'alieno è un pamphlet da consigliare non solo al pubblico interista, o alla corrente degli antimourinhiani.Non è un'agiografia ex post del profeta di Setubal, semmai il compendio e l'elogio di un tecnico che sa leggere le partite come pochi e di cui sentiremo la mancanza, come scrive nella presentazione Arrigo Sacchi, anche se i detrattori non sempre riconoscono la sapienza calcistica e le piscotecniche dello Special One.
C.C













