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Mourinho ammette: "Triste per Adriano. Situazione grave"

Lo ha dichiarato il tecnico dell'Inter durante la conferenza stampa che precede il match con l'Udinese.

Pubblicato il 04/04/09 in Home, Calcio, Serie A|TAG: calciomercato, adriano, mouirnho, inter, juventus

Jose Mourinho
Mourinho-Adriano, la fotogallery
 
Josè Mourinho in conferenza stampa inizia subito. Inizia subito, cioè, a rispondere su Adriano, rimasto in Brasile per riflettere sul suo futuro. Sul prolungamento del suo contratto con l'Inter. Sulla sua permanenza in Italia.

ADRIANO - "Penso che non se ne debba parlare troppo - ha detto il tecnico portoghese -. Tutti hanno capito che non è una situazione facile, non si tratta di un giocatore che ha deciso di tornare un giorno più tardi e non è una questione di coincidenze aeree... Tutti abbiamo compreso di cosa si tratta. Non è uno scherzo, non è indisciplina, non è voglio di complicare le cose, è molto di più. L’unica cosa da fare, da parte mia, con tristezza e senza rabbia né critiche, è non dire niente. Vedremo come finirà tutto questo per lui, in questo momento penso alla persona più che al giocatore. La squadra? Ha tutto per non avere problemi, ci sono grandi attaccanti qui. E' una situazione che non fa piacere a nessuno".
 
The Special One ricorre ad espressioni che scacciano ambiguità sulle responsabilità proprie o della società: "Adriano è stato molto importante per noi in alcuni momenti, ha dato un contributo a questa squadra". "In tutti i gruppi si verificano episodi di indisciplina, ritardi. Ma in questo caso si va più lontano" dice. "La squadra non ha un problema, non ci sono difficoltà. Lui è il problema". Un modo palese per comunicare, perché ciò fa Mourinho, che si è a un punto di non ritorno.
 
 
UDINESE - E la stanchezza dei nazionali?  "Non sono preoccupato da queste, ho sensazioni positive anche se tanti sono stati via, il gruppo che è rimasto in Italia ha lavorato molto bene e sicuramente tra questi c’è un nucleo che giocherà a Udine, sfruttando i 15 giorni di tranquillità e di concentrazione avuti. Certo abbiamo perso Maicon, ma abbiamo recuperato tutti i difensori centrali, una cosa che solo due settimane fa era impensabile. Penso a Materazzi e Burdisso, che hanno bruciato i tempi. Maicon è insostituibile, non c’è un giocatore come lui. Ma abbiamo altre opzioni, come Santon a destra e Maxwell a sinistra, o Chivu a sinistra, Zanetti a destra con Santon di nuovo a sinistra. Insomma, abbiamo tante soluzioni. Zanetti è un’opzione d’esperienza per giocare a destra. Dipende da come decidiamo noi di giocare, dal punto di vista del modulo". 

QUALITA' -  Il prossimo avversario non è da sottovalutare: "A Udine sarà una partita difficile, per vincere dobbiamo fare una gara di grande qualità. Forse è questo di cui abbiamo bisogno: una partita da vincere. Mancherà Di Natale, come a noi mancheranno giocatori fondamentali. Hanno un quarto di finale Uefa davanti, che rappresenta un traguardo importante. Non so se questo peserà, ma loro in casa hanno battuto la Juve. La Roma, ha perso due partite magari in un momento difficile. Di sicuro quella di Marino è una squadra di grande qualità. Noi dobbiamo gestire 7 punti, controllando le emozioni e il nostro gioco".

MERCATO  - Maicon e Ibrahimovic sono i protagonisti dei rumors di mercato più interessanti del momento. Mou rassicura ma non troppo: "Sono voci, non so se c’è del vero. Quello che posso dire è che un allenatore vuole avere sempre i migliori giocatori. Il tecnico non è la persona più importante della società, la struttura è più importante, anzi, decisiva. Tutti i grandi club d’Europa non lasciano partire i loro migliori giocatori: anche la posizione dell’Inter deve essere questa. A meno che non ci siano condizioni quasi pazzesche".
 
JUVENTUS -  Infine, una parentesi (si fa per dire) sulla diretta antagonista, la Juve: "Fanno bene a credere ancora nello scudetto, bisogna sempre farlo. Tutto questo è assolutamente normale, fin quando è matematicamente possibile bisogna pensare di poter arrivare fino alla fine. Reggina, Lecce e Bologna sono convinti di potersi salvare. Allo stesso modo chi è dietro di noi deve avere il pensiero di fare meglio di noi".
 

 

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