Vieri accusa l'Inter: "Depresso perché pedinato"
Tornato al gol con la maglia dell'Atalanta, l'attaccante punta il dito contro il club di Moratti in una perizia depositata al Tribunale di Milano. "Volevo lasciare il calcio".
Pubblicato il 11/12/08 in Home, Calcio|
Ora, da Buffon a Bobo Vieri, sembra che i calciatori stiano prendendo l'abitudine di utilizzare un po' a sproposito il termine depressione, che nei casi citati appare più una mancanza di gratificazione che non il disturbo clinico classicamente inteso. Tuttavia nel caso del centravanti c'è di mezzo una perizia depositata presso il Tribunale civile di Milano, nell'ambito dell'inchiesta sui pedinamenti richiesti dall'Inter alla Polis d'Istinto di Emanuele Cipriani ai danni dell'allora centravanti del club di Moratti.
Bobo Vieri, certifica la perizia medica, era in stato di depressione, e lo è stato per nove mesi da quando, nell'autunno 2006, venne a sapere dai giornali che l'Inter lo aveva fatto pedinare per scoprire il perchè della flessione nel suo rendimento. "Volevo lasciare il pallone - racconta Vieri - la passione della mia vita. Ancora oggi non capisco perchè mi abbiano pedinato".
Dopo che i pm milanesi hanno chiuso l'inchiesta, chiedendo il rinvio a processo per 34 persone e per le due società, i legali di Vieri hanno depositato nella causa civile la perizia medica ed alcuni atti dell'indagine penale.
"Ero talmente a terra che non volevo nemmeno fare fisioterapia dopo un infortunio - attacca Bobo -. Forse stavo attraversando un periodo senza gol, è normale per un attaccante, ma loro cosa credevano? Che passassi tutte le notti in discoteca? Ho passato un periodo in cui non uscivo più di casa, ho cominciato ad aver paura di tutto e a sospettare di tutti. Ora vedo le cose in modo diverso, sono più sospettoso e diffidente".
"La mia vita è limpida - prosegue l'arringa Vieri - professionisti come me ce ne sono pochi. E invece l'Inter che fa? Mi fa pedinare di nascosto, non si può giocare con la vita della gente. Sono amareggiato e deluso, con Moratti avevo un rapporto ottimo, quando segnavo. Poi le cose sono cambiate. Lui dice di non aver mai chiesto a Tavaroli di intervenire, ma le prove che abbiamo contraddicono queste affermazioni. Ora voglio andare fino in fondo. E non per soldi, ma per giustizia".
























