Guido Bilancini, membro dell´ambasciata italiana a Lusaka in Zambia, racconta a Radio Sportiva il trionfo della Nazionale
in Coppa d´Africa: "Il risveglio? La città e i tifosi non sono mai andati a letto, da ieri sera è una festa continua. Inevitabilmente
ci sono grandi elogi per i giocatori e grandi riferimenti all´allenatore francese Renard per la vittoria dello Zambia, senza
però ricordare che c´è stato il tecnico italiano Bonetti a formare questa squadra nelle qualificazioni".
Sul cammino dello Zambia. "La squadra ha iniziato a crederci dalla semifinale, però questo è un paese dove la realtà
simbolica acquisice un´importanza particolare. Per questo credo che abbia avuto una grossa importanza giocare in Gabon, dove
la Nazionale perse tutto nel ´93 in un incidente aereo. E´ stata un´esperienza catartica, i giocatori hanno dato tutto anche
per questo. Star della squadra? In Zambia il fenomeno del divismo calcistico non è diffuso come da noi, ma in questo momento
la stella del giorno è quella del portiere Mweene".
Sulla realtà del paese "La vittoria dello Zambia è un grande evento sportivo, ma non si può credere che questa possa
cambiare la storia del paese. E´ una nazione che si compone di 73 tribu abbastanza coese, con forte coscienza nazionale risvegliata
dagli ultimi eventi sportivi e non solo. Considerate che è un paese basato sulla produzione di rame, tanto da dare il soprannome
di proiettile di rame ai giocatori, che sta provando a rilanciarsi pure grazie al turismo. Lo Zambia poco conosciuto in Italia?
Una questione recente, perchè in passato tra gli anni ´70 e ´80 l´Italia è stato uno dei primi partner commerciali dello Zambia".
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