Brawn Gp, il miracolo della macchina col buco. Foto e video
Il 14 aprile ci sarą la decisione della Corte D'Appello della Fia sulla regolaritą del diffusore.
Pubblicato il 08/04/09 in Home, Formula1|
La Brawn Gp hanno dominato le prime gare della stagione di Formula 1. Jenson Button ha conquistato due successi in Australia e Malesia, ma le vittorie del pilota inglese restano sub judice per via di quel diffusore che tanto fa discutere. Il prossimo 14 aprile a Parigi, i giudici della Corte d'Appello della Fia, giudicheranno sulla sua regolarità dopo i ricorsi presentati da Ferrari, McLaren e Renault.
"Abbiamo disegnato il diffusore della monoposto seguendo una nostra filosofia e Ross Brawn pensa che sia regolamentare" ha spiegato Fryer amminstratore delegato della Brawn.
Ma cosa ha di tanto particolare la Brawn GP? Molto e non è solo una questione di estrattore o diffusore posteriore. Tutta la macchina è stata progettata per ricavare il massimo beneficio dal cosiddetto ‘effetto suolo’, fatto su vetture che già di per sé hanno un carico aerodinamico mostruoso.
Basti pensare che al di sopra dei 140 orari una qualsiasi F1 potrebbe correre a testa in giù senza cadere su un ipotetico circuito capovolto: il carico aerodinamico supera di gran lunga il peso della vettura.
Ma torniamo alla ricerca dell’effetto suolo, una tecnica in cui la Brawn Gp è stata una vera maestra: tutto nasce dall’estrattore posteriore che avendo un doppio canale fa uscire l’aria più velocemente dal fondo delle vettura, grazie alla particolare forma a V nella parte posteriore dello scivolo aerodinamico. Una cosa un po’ complicata ma che funziona a meraviglia. E che rispetta, sia pure per un pelo, il regolamento perché di fatto non interrompe il fondo piatto della vettura.
"Abbiamo disegnato il diffusore della monoposto seguendo una nostra filosofia e Ross Brawn pensa che sia regolamentare" ha spiegato Fryer amminstratore delegato della Brawn.
Ma cosa ha di tanto particolare la Brawn GP? Molto e non è solo una questione di estrattore o diffusore posteriore. Tutta la macchina è stata progettata per ricavare il massimo beneficio dal cosiddetto ‘effetto suolo’, fatto su vetture che già di per sé hanno un carico aerodinamico mostruoso.
Basti pensare che al di sopra dei 140 orari una qualsiasi F1 potrebbe correre a testa in giù senza cadere su un ipotetico circuito capovolto: il carico aerodinamico supera di gran lunga il peso della vettura.
Ma torniamo alla ricerca dell’effetto suolo, una tecnica in cui la Brawn Gp è stata una vera maestra: tutto nasce dall’estrattore posteriore che avendo un doppio canale fa uscire l’aria più velocemente dal fondo delle vettura, grazie alla particolare forma a V nella parte posteriore dello scivolo aerodinamico. Una cosa un po’ complicata ma che funziona a meraviglia. E che rispetta, sia pure per un pelo, il regolamento perché di fatto non interrompe il fondo piatto della vettura.





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