Scheda Tecnica
Ha 23 anni, è inglese, è il primo pilota nero nella storia della Fomula 1 ed il suo idolo, prima ancora di Senna, è Martin Luther King.
Britannico di origine caraibica (Isole Grenadine), Lewis corre su quattro ruote fin da bambino, come tutti i suoi colleghi. Ma a differenza dei suoi colleghi, quelli di oggi così come quelli affrontati (e quasi sempre battuti) nelle formule minori, è di colore, ed il suo approdo alla Formula 1 rappresenta in questo senso un evento storico. Tuttavia la circostanza non sembra appassionarlo più di tanto; nella sua mente di pilota, prima di queste "quisquillie", ci sono gli obiettivi agonistici: "Mi sento mentalmente e fisicamente pronto - ha detto -; so bene che il mio arrivo è qualche cosa di storico per via del colore della pelle, ma sono pronto anche a questo".
L'essere stato seguito a lungo da Ron Dennis nelle formule minori e l'aver vinto nel 2006 il Mondiale della Gp2 gli ha assicurato un debutto da autentico privilegiato: Hamilton non ha fatto la classica gavetta nei team minori, ma è partito direttamente dalla McLaren-Mercedes, mettendo addirittura alle corde il due volte campione del mondo Alonso e "costringendolo" a tornare in Renault, visto il clima tutt'altro che cordiale istauratosi fra i due nell'arco della stagione 2007. "Mi rendo conto di essere molto fortunato - dice serafico Lewis - e devo ringraziare sempre Ron Dennis e Norbert Haugh per avere investiro su di me i loro soldi e la loro fiducia. Fin da bambino sogno di guidare la McLaren, ora ho realizzato questo sogno e lavorerò al massimo per dare il meglio di me stesso".
E il meglio di sè stesso lo ha dato nel 2008, centrando (seppur all'ultima cirva dell'ultima gara in Brasile) il titolo Mondiale ed entrando di diritto nel Pantheon dei grandi piloti della storia dell'automobilismo. Nel 2009, sempre al volante della McLaren-Mercedes, partirà con l'agognato numero 1 sulla macchina.