Prestazioni, affidabilità, strategie: la Ferrari si processa

Domenicali non nasconde le difficoltà del momento: "E' ora che tutti all'interno del team si assumano le proprie responsabilità". Da definire anche il ruolo di Michael Schumacher.

Pubblicato il 06/04/09 in Home, Formula1|TAG: formula 1, ferrari, massa, raikkonen, domenicali

felipe massa
GP MALESIA: FOTOGALLERY
Il secondo zero consecutivo segnato alla casella punti fa scattare l'allarme rosso in casa Ferrari: niente processi sommari, ovviamente, perchè il team è fatto da quegli uomini che negli ultimi tre anni hanno reso "morbida" l'uscita dalla trionfale era Todt-Brawn-Schumacher vincendo titoli piloti e costruttori. Ma una rivalutazione del lavoro e soprattutto una più chiara attribuzione delle responsabilità, alla luce dei fatti, è assolutamente necessaria.
 
Stefano Domenicali, il Team Principal di Maranello, alza per la prima volta i toni pubblicamente, e non è un caso: "Analizzeremo ciò che è accaduto - attacca -, cercheremo di capire. Ma è ora che chi ha certe responsabilità se le prenda tutte. Io non ne scarico nemmeno una di quelle che mi spettano, chi sta sotto di me deve comportarsi allo stesso modo. Reagiremo da grande squadra quale siamo, l'unica ricetta è il lavoro. Ma è evidente che ci sono anche dei meccanismi da rivedere, chi ha il compito di prendersi certe responsabilità lo faccia, qualcuno fino ad ora non lo ha fatto nel modo dovuto".
 
Un messaggio in codice piuttosto allarmante, perchè del tutto inedito per un team abituato a non mettere in piazza praticamente nulla di ciò che accade al proprio interno. C'è chi ipotizza che Domenicali si riferisse a Luca Baldisserri, responsabile delle (sballate) strategie, chi giura che l'oggetto fosse Michael Schumacher, "superconsulente" dal ruolo però poco chiaro allorchè si palesa al muretto, e chi punta invece l'indice contro gli ingegneri di pista. Quel che è certo è che la F60 è dietro alle avversarie dotate del contestato diffusore (Brawn Gp, Toyota e Willliams) ma anche a Bmw e Red Bull, non brilla per affidabilità (a Sepang Raikkonen ha rotto il Kers sia venerdì che in gara) e mostra une gestione al limite del disastroso delle scelte strategiche.
 
COMPETITIVITA' - E' il primo problema da risolvere, ma ci vorrà del tempo. La macchina non è nata male, i piloti la giudicano maneggevole e facile da guidare, il problema è che manca velocità di percorrernza nelle curve veloci, perchè il carico aerodinamico non è all'altezza di quello dei migliori. Maranello, così come la Mclaren, paga l'estremo sviluppo, condotto fino all'ultimissima gara, della macchina 2008, impegnata con Massa nella volata Mondiale poi persa contro Hamilton. Nell'anno in cui i nuovi regolamenti hanno azzerato l'aerodinamica delle ultime tre/quattro stagioni, l'aver perso più di due mesi rispetto alla concorrenza si è rivelato fatale.
 
Nick Tombazis, il responsabile aerodinamico, assicura che presto l'efficienza della F60 migliorerà, e già dal Gp di Shanghai potrebbe essere anticipatamente introdotto un nuovo pacchetto che possa aumentare le prestazioni della monoposto in curva. Ma il punto focale, evidentemente, resta il diffusore. Se la Corte d'Appello della Fia, il 14 aprile, lo dichiarerà illegale, sarà relativamente semplice tornare in vetta. Se invece, com'è più probabile, sarà confermato regolare, occorrerà lavorare duro per montarlo a partire dal Gp di Barcellona, senza peraltro avere la certezza di raggiungere gli stessi risultati di chi lo monta da quest'inverno, e nella speranza che non sia comunque troppo tardi.
 
AFFIDABILITA' - Altro inatteso punto debole emerso fino a questo punto. In Australia Massa è stato tradito dallo sterzo, ed anche l'errore di Raikkonen potrebbe essere stato "favorito" da noie al semiasse, mentre in Malesia è andato in fumo per ben due volte i Kers montato sulla vettura del finlandese, sia venerdì che domenica in gara. Nel momento in cui vengono a mancare le prestazioni, almeno l'affidabilità dovrebbe essere certa. Per il sistema di recupero dell'energia cinetica è legittimo parlare di problemi di gioventù, mentre per il resto, d'ora in avanti, non c'è più margine d'errore.
 
STRATEGIE - Quando non si riesce a stare davanti, fatalmente, bisogna inventarsi qualcosa sul piano strategico, azzardando anche scelte che si rivelano poi sbagliate. E' il caso delle gomme da bagnato montate con troppo anticipo a Raikkonen in Malesia, scelta che però può essere giudicata errata solo col senno di poi. Un azzardo in quel frangente ci poteva stare, perchè se avesse iniziato a piovere tre giri prima di quanto non sia effettivamente accaduto Kimi ne avrebbe potuto trarre un importante vantaggio.
 
Ciò che è grave è invece l'errore di sabato, che ha escluso Massa già nella prima manche delle qualifiche per una errata valutazione delle potenzialità del primo tempo fatto segnare dal brasiliano. Qui non si tratta di azzardo, ma di "errore di presunzione" come hanno candidamente ammesso dal muretto. E siccome nel 2008 Felipe ha perso il titolo per errori suoi (nelle prime due gare) ma anche e soprattutto per evidenti errori di gestione della strategia (Montecarlo e Singapore gli esempi più clamorosi), è inevitabile che certi processi decisionali vengano robustamente rivisitati.
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