IL PROFILO
Il mitico circuito di Assen ospita, da quando è stato inaugurato (1949), le gare del motomondiale.
Una vittoria su questo tracciato riempe di prestigio il palmares di qualsiasi pilota.
Lungo i 6 km del percorso, piuttosto stretto, si sviluppano una serie di difficili curvoni veloci e repentini cambi di direzione, a causa delle numerose chicanes che consentono ai piloti di interpretare diverse traiettorie e di entusiasmare i numerosi spettatori.
Assen è uno dei tracciati più belli del mondo. Armonico, con curve veloci e lente, ma senza punti di riferimento perché la pista è assolutamente piatta, senza cordoli. Il grip è fenomenale e la cosa è dimostrata dalla scarsa differenza tra i tempi sull'asciutto e quelli sul bagnato. Il tempo è sempre balordo e la pioggia è molto frequente.
Anno di inaugurazione: 1955
Anno ultima modifica: 1984
Il GIRO
Si affronta il rettilineo dei box in sesta, poi in terza, terza quarta e quinta, si ripassa in seconda, terza quarta, di nuovo seconda, terza quarta, terza, prima sulla cruvetta dentro al motodrom, poi seconda e via fino alla sesta, nel punto più veloce della pista. La piccola esse si fa quasi in pieno. Si frena e si finisce in seconda, terza, si entra in terza, seconda, terza, poi seconda e terza, quarta, uscita in quinta, poi terza di nuovo in questo curvone e si tira prima della frenata da prima sulla esse che lancia su rettilineo del traguardo.
Il punto critico è l'ultima esse prima del traguardo. Ci si arriva molto veloci ed è molto stretta. Un errore di linea porta a traiettorie completamente sballate e spesso si tentano sorpassi problematici. E' una pista dove bisogna tenere linee perfette. Ogni errore si trascina per più curve e quindi basta un'imperfezione per perdere decimi su decimi nelle curve seguenti dove non è possibile più recuperare. Su una pista così lunga perdere dei secondi è davvero facile. La moto va lasciata scorrere. Aggredirla è un grave errore.