"Ducati è attualmente un'azienda perfetta, ma per un'ulteriore crescita ha bisogno di un partner industriale di classe mondiale. Quest'anno lavoreremo per trovare quel partner". Traduzione: la prestigiosa casa motociclistica legata alla MotoGp e al pluricampione del mondo Valentino Rossi è in vendita. Le dichiarazioni rilasciate al Financial Times dal presidente di Investindustrial Andrea Bonomi sono la conferma che la scuderia e il suo pacchetto sono sul mercato.
Investindustrial, il gruppo tricolore di private equity che fa capo alla famiglia Bonomi, ha intenzione di vendere il marchio in una transazione che potrebbe valere fino a 1 miliardo di euro, il triplo dell'investimento iniziale.
Lo scorso anno Investindustrial, uno dei maggiori investitori in private equity del Sud euroma - si legge nell'articolo dedicato dalla Bibbia della finanza - ha dato mandato a Deutsche Bank e a Goldman Sachs di sondare una quotazione in borsa di Ducati a Hong Kong. Ma una vendita a un concorrente o a un grande gruppo automobilistico viene visto attualmente come lo schema più probabile per internazionalizzare ulteriormente il marchio.
Bonomi ha spiegato che una manciata di gruppi industriali in Asia, Europa e Usa sono interessati a Ducati e tra i possibili acquirenti figurano il gruppo motociclistico indiano Mahindra e colossi tedeschi come Volkswagen e Bmw, che peraltro già costruisce moto. Ducati, che inizio 86 anni fa la sua attività come produttore di apparecchi radiofonici, vende circa 40 mila moto all'anno con una quota del 9% nel mercato globale delle moto sportive.
Il design filante e la sua immagine frutto di un gusto tipicamente italiano hanno raccolto diversi estimatori come il principe William d'Inghilterra. Ducati ha in carico debiti pari a circa 1,7% degli utili prima degli interessi, svalutazione e ammortamenti: un livello basso nel confronto con la maggior parte delle aziende in portafoglio private equity.