IN VIRGILIO

Morte Tomizawa, aperta inchiesta. Dorna: "Morto in ospedale"

Dura replica dell'organizzazione del motomondiale alle accuse relative alla sicurezza della pista.

Pubblicato il 07/09/10 in Home, Motociclismo|TAG: tomizawa, tragedia misano, valentino rossi, moto2, pilota giapponese

tomizawa
LE FOTO DELLA TRAGEDIA DI MISANO

La tragedia di Tomizawa si tinge di giallo. Il procuratore della Repubblica di Rimini, Paolo Giovagnoli, ha aperto infatti un fascicolo d'inchiesta sulla morte di Shoya Tomizawa avvenuta durante la gara di Moto2 di domenica scorsa a Misano. Il magistrato dopo l'ispezione esterna del corpo, ha disposto l'autopsia per chiarire i punti oscuri di questa tragica vicenda. Una vicenda a cui la Dorna, attraverso le parole di Javier Alonso, ha dato le sue risposte. In primis sui tempi: "Il pilota nipponico è morto in ospedale, in pista era in condizioni critiche".  

Asserito ciò, gli esami disposti dal magistrato vogliono stabilire se abbia avuto delle conseguenze letali la caduta del pilota dalla barella portata dai soccorritori a bordo pista e se i soccorsi siano stati tempestivi ed efficaci. Ci si interroga sull'ora del decesso di Tomizawa e sul momento effettivo in cui il cuore del giapponese ha smesso di battere (quesito a cui la Dorna ha risposto): in pista? In barella? In ospedale? E' sotto accusa anche la politica del risparmio che ha fatto sì che venissero tagliati i costi della Moto2, decurtazioni che hanno inciso sulla sicurezza e l'incolumità dei piloti. A due giorni dalla tragedia, la società ha dato la sua versione. "Non ci sono problemi di sicurezza del circuito, è stata una fatalità", la prima scarna dichiarazione del manager.    

Nell'ambiente trapelano molte altre perplessità sull'incidente. Cresce il sospetto che il corpo inerme e privo di vita sia stato caricato in ambulanza solo per permettere il proseguimento delle gare, perché "The show must go on". La polemica infuria sulla mancata esposizione della bandiera rossa con la conseguente sospensione della corsa.

In questo senso la posizione di Rossi è esemplificativa: "Con il pilota a terra bisognerebbe fermrsi sempre". Il campionissmo Giacomo Agostini propende per la fatalità e sulla tendenza a polemizzare a tutti i costi.

Ma la morte del pilota è ambigua per altri aspetti ancora. Sotto accusa anche l'erba sintetica oltre il cordolo e lo stesso asfalto della pista. Anche le impennate di gioia per la vittoria di Pedrosa e l'esultanza dei meccanici e piloti che salutano il pubblico dopo la bandiera a scacchi, sono sembrate note stonate e fuori luogo. Una cosa è certa, le polemiche sulla morte del pilota della Suter non si placheranno.

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