Valentino, cavalcata trionfale per l'ottava meraviglia
Una stagione da campione per il pilota pescarese della Yamaha che si è laureato campione del Mondo.
Pubblicato il 28/09/08 in Motociclismo|
L'ottavo titolo Mondiale conquistato da Valentino Rossi parte da lontano; esattamente dallo scorso inverno, quando il Dottore ottenne, dopo lunghe insistenze e non senza qualche frizione col proprio team, le gomme Bridgestone per la sua Yamaha M1, creando peraltro una situazione inedita all'interno della squadra che, mantenendo il contratto con Michelin per il neo arrivato Jorge Lorenzo, venne letteralmente divisa in due distinti gruppi di lavoro.
Rossi aveva la netta convinzione che sulla lunga distanza, un Mondiale da diciotto gare, le Bridgestone avrebbero garantito un maggiore livello di competitività rispetto alle Michelin, forti su alcuni tracciati ma in crisi su tanti altri, come dimostravano peraltro le ultime due stagioni. I francesi, nonostante l'uscita dalla Formula 1 e la possibilità di concentrare sforzi e investimenti sulla MotoGp, erano in ritardo rispetto ai giapponesi, ed i fatti hanno dato ragione a Valentino.
Inoltre l'uomo da battere era Casey Stoner, che con la sua Ducati gommata Bridgestone era apparso imbattibile nel 2007, e Rossi ha voluto sfidare l'australiano ad armi pari per lo meno sul piano delle coperture, sicuro che il resto del gap avrebbero potuto colmarlo il suo immenso talento e lo sviluppo della Yamaha. Così è stato, ed oggi Rossi può festeggiare puntando, dopo averlo superato per numero di gare vinte nella classe regina, anche al numero di Mondiali vinti dal grande Giacomo Agostini.
INIZIO DIFFICILE - La stagione non si apre nel migliore dei modi; in Qatar, prima gara in notturna nella storia del Motomondiale, Valentino paga lo scarso affiatamento con le nuove gomme, con l'aggiunta della beffa di vedere il compagno Lorenzo in pole position. Stoner parte quarto ma mette subito in pista un ottimo ritmo di gara, e apre la stagione con una grande vittoria davanti agli spagnoli Lorenzo e Pedrosa. Rossi è 5°, preceduto anche da Andrea ovizioso, e nell'ambiente si comincia a pensare che la sua pretesa di montare gomme Bridgestone possa tramutarsi in un boomerang.
Anche in Spagna, a Jerez, le cose non vanno benissimo; in qualifica domina Lorenzo, che ritocca il record della pista, mentre la gara vede trionfare Pedrosa proprio davanti a Lorenzo. Valentino chiude con un altro deludente quinto posto, ma si consola con lo scivolone di Stoner che chiude poi 11°. In Portogallo c'è da sfruttare lo scarso feeling di Stoner col tracciato, e Rossi sale finalmente sul podio, anche se solo al 3° posto alle spalle di Lorenzo e Pedrosa, mentre il campione del Mondo in carica è 6°.
LA SVOLTA - Il terzo posto a Estoril dimostra che il periodo di apprendistato con le bridgestone è finito, e dal Gp di Cina parte la riscossa. Valentino vince davanti a Pedrosa e Stoner, per poi replicare due settimane dopo a Le Mans con Lorenzo 2°, Pedrosa 4° e Stoner 16° a due giri con problemi alla sua Ducati. Al Mugello, il 1° giugno, Valentino non può fallire davanti al suo pubblico e vince davanti a Stoner, rilanciandosi definitivamente nella lotta Mondiale.
A Barcellona torna a vincere Pedrosa, ma un Rossi calcolatore si accontenta del 2° posto davanti a Stoner. A Donington è l'australiano a tornare al successo, ma anche in questo caso Rossi corre con la calcolatrice in mano e si piazza 2° davanti a Pedrosa, mentre ad Assen il Dottore cade nel corso del primo giro e pur tornando in sella deve accontentarsi del 16° posto, con Stoner e Pedrosa nelle prime due piazze. In Germania, invece, Pedrosa cade rovinosamente quando era nettamente al comando di una gara bagnatissima, si frattura una mano e si autoelimina dalle due gare successive e dalla corsa all'Iride. Nel diluvio del Sachsenring vince Stoner, Rossi è secondo e mantiene la leadership.
LA STOCCATA DECISIVA - Il colpo risolutore arriva a Laguna Seca, quando Rossi sfodera una prova di forza nei confronti di Stoner che lascia intuire chiaramente i rapporti di forza fra i due. Stoner parte in pole davanti a Valentino, che non lo lascia scappare. Nella seconda parte di gara, quando i due si sfidano in un duello esaltante, Rossi "costringe" Stonmer ad andare lungo alla prima staccata e vince la sfida.
Stoner paga probabilmente anche sul piano psicologico, tanto che alla gara successiva a Brno cade sotto la pressione di Rossi e lascia all'italiano via libera per la vittoria stendendogli anche il tappeto rosso verso la conquista del Titolo. Stesso epilogo a San Marino, dove Rossi trionfa e Stoner va ancora una volta a terra e si ritira. Valentino ci prende gusto e si toglie lo sfizio di vincere anche a Indianapolis, il tempio delle corse made in Usa che per la prima volta ospita il Motomondiale. A Indy Stoenr chiude 4°, ed alla vigilia di Motegi Rossi ha 87 punti di vantaggio, un abisso, sul diretto rivale.









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