Miami: disastro Federer, Djokovic in finale con Murray

Infastidito dal vento, lo svizzero commette 47 errori, rompe una racchetta e cede al serbo, che domenica affronterą il britannico, vittorioso su Del Potro.

Pubblicato il 04/04/09 in Home, Tennis|TAG: miami, federer, djokovic, murray, del potro

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Roger Federer Fonte: Copyright AP/LaPresse

TENNIS 

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Chi è il rivale più pericoloso di Nadal?

Saranno Novak Djokovic e Andy Murray a disputare la finale del Masters 1000 di Miami: in semifinale il serbo ha sconfitto 4-6, 6-2, 6-3 Roger Federer mentre il britannico ha regolato 6-1, 5-7, 6-2 l’argentino Juan Martin Del Potro.
 
Il match più folle è stato senza dubbio stato quello tra Roger e Nole, fortemente condizionato dal vento, da sempre uno degli avversari più odiati dall’elvetico. Elvetico che pure aveva iniziato bene, giocando con buona continuità – uno dei suoi problemi maggiori negli ultimi tempi -, portandosi sul 5-1 e chiudendo 6-3.
 
Dal 2-3 del secondo set, tuttavia, Federer ha improvvisamente iniziato a sbagliare tutto e ha perso 20 punti su 28 per un totale di sette giochi a zero. Così, in un attimo il 27enne di Basilea si è ritrovato sotto 2-6, 0-4 dopo non essere praticamente riuscito a tenere in campo una palla soprattutto con il diritto e aver perfino clamorosamente distrutto una racchetta. Era dalla finale di Miami 2006 che l’elvetico non faceva un gesto simile ma, almeno, in quell’occasione lo sfogo gli era servito per battere Nadal recuperando due set di svantaggio: invece, nemmeno aver scaricato la frustrazione è servito a Roger, sconfitto alla fine 6-3 contro un Djokovic che per due set si è limitato a non sbagliare troppo contro i 47 errori del rivale.
 
In conferenza stampa il numero due al mondo se l’è presa soprattutto con il vento ma una frase come “in queste settimane non ho mai trovato il timing giusto né a Indian Wells né a Miami: per fortuna questa stagione sul cemento è finita", lascia perplessi, visto che proprio il cemento è sempre stata con l’erba la superficie preferita da Federer. Intanto lo svizzero non vince un Masters dall’estate 2007 a Cincinnati e non batte un top 4 dalla finale di Flushing Meadows 2008.
 
Chi invece continua a impressionare è Andy Murray, che ha dato l’ennesima dimostrazione di un grandissimo tennis difensivo contro le bordate di Juan Martin Del Potro, autore nei quarti dell’eliminazione di Rafael Nadal e da lunedì numero cinque al mondo. Se si esclude il secondo set, quando ha perso il parziale complice un break sul 5-6, lo scozzese ha sempre controllato il match e domenica darà la caccia al quarto Masters degli ultimi cinque disputati. I precedenti con Djokovic dicono 4-2 per il serbo ma il britannico ha vinto gli ultimi due scontri diretti e sembra favorito.
 
Non a caso quest’anno Murray ha perso solo due partite, a Melbourne, dove è stato sconfitto da un ottimo Verdasco complice la febbre, e a Indian Wells, dove in finale ha perso quasi più per colpa del vento che non per meriti specifici di Nadal. Insomma, è ormai chiaro che più di Federer e Djokovic, è Andy il "vero" numero due e la reale alternativa al dominio di Rafa.
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