US Open, è sempre Roger Federer il re di New York

Lo svizzero si aggiudica per la quinta volta consecutiva il torneo statunitense sconfiggendo in tre set Andy Murray e conquista così il suo 13° trofeo del Grande Slam.

Pubblicato il 09/09/08 in Home, Tennis|TAG: us open, roger federer, andy murray

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Roger Federer Fonte: L.Ronchi/Getty I.
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US Open, la finalissima Federer-Murray

 
Tanti trofei dunque per l'ex-numero uno al mondo ma questo vinto negli Stati Uniti ha certamente un sapore particolare perché arrivato durante un anno inferiore alle attese nel quale, complice una fastidiosa mononucleosi, Roger non era ancora riuscito a vincere nello Slam, incamerato solo due tornei "minori" come Estoril e Halle e aveva dovuto lasciare il trono della classifica a Rafael Nadal. Così qualcuno si era lasciato andare a ipotesi di un rapido declino del campione, che dal canto suo ha risposto da fuoriclasse, mostrando una ritrovata condizione atletica e tornando a sciorinare, almeno a tratti, il gioco brillante che lo ha reso irraggiungibile per chiunque.
 
Dall'altra parte Murray ha patito lo scotto dell'inesperienza della prima finale in uno Slam e, probabilmente, anche la stanchezza accumulata in alcuni impegnativi match come quelli contro Juan Martin del Potro e Rafael Nadal. Teoricamente lo scozzese ha dalla sua l'età per rifarsi nei prossimi anni ma oltre che con Federer dovrà fare i conti pure con due tennisti come lo stesso Nadal e Djokovic che hanno “relativamente” deluso a Flushing Meadows, dove sono arrivati svuotati di energie anche a causa di un calendario reso folle dalle Olimpiadi.
 
Bisogna peraltro sottolineare come Federer abbia reso immediatamente difficile la finale per l'avversario partendo benissimo, con un'alta percentuale di prime e colpendo da fondocampo come i bei tempi: dal 2-2 del primo set lo svizzero ha così piazzato un filotto di sei game consecutivi che gli hanno dato il primo set e un break di vantaggio nel secondo, una situazione di punteggio che ha fatto pensare a molti che la finale fosse già in discesa. Invece Roger ha avuto un passaggio a vuoto, scendendo nel rendimento del servizio e commettendo qualche errore: Andy è riuscito quindi a recuperare lo svantaggio e sul 2-2 ha avuto perfino tre palle-break di fila per provare a portare l'inerzia dell'incontro dalla sua parte.
 
Purtroppo per lui, Murray non è riuscito a convertire nessuna delle tre opportunità e poco dopo sul 6-5 a favore dell'avversario si è trovato a giocare un game di battuta con Federer che gli è sceso sempre a rete costringendolo a difficili passanti. Risultato? Lo svizzero ha chiuso il secondo set sul 7-5 e sullo slancio è volato fino al 5-0 del terzo, prima di chiudere per 6-2.
 
“Vincere questo torneo è davvero una sensazione fantastica: questo è un momento molto speciale nella mia carriera – ha dichiarato Roger – Ho avuto un paio di tornei dello Slam duri, con una semifinale e due finali, una delle quali epica persa a Wimbledon, e quindi portare a casa questo trofeo ha un significato enorme per me”.
 
Adesso sono arrivato a tredici Slam vinti: diciamo che non sono superstizioso ma fermarsi qui sarebbe veramente terribile”, ha aggiunto Federer. Ma sarà ben difficile che accada se continuerà a giocare come ha fatto negli ultimi giorni a Flushing Meadows.
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