Wimbledon: trionfo Federer, è il 15° Slam

Lo svizzero si impone su Andy Roddick per 16-14 al quinto set.

Pubblicato il 05/07/09 in Home, Tennis|TAG: wimbledon, finale maschile, federer, roddick

Roger Federer entra definitivamente nella leggenda del tennis: in una lunghissima finale durate oltre quattro ore lo svizzero batte un indomito Andy Roddick per 5-7, 7-6(6), 7-6(5), 3-6, 16-14 e conquista il suo sesto titolo di Wimbledon, il 60° trofeo in assoluto e il 15° del Grande Slam, record assoluto, uno in più di Pete Sampras, presente sulle tribune del Centrale. Da lunedì il 28enne di Basilea tornerà anche numero uno al mondo scavalcando Rafael Nadal.
 
E’ stata una finale ben più divertente del previsto dalla durata record di 77 game, ben 30 nell’ultimo set. Ci si aspettava infatti un match a senso unico a favore di Roger, che aveva vinto 18 dei 20 precedenti confronti su Roddick: invece l’americano visto in campo oggi è stato un tennista decisamente migliorato rispetto al passato, soprattutto sul rovescio, da sempre il suo colpo più debole. Se a questo aggiungiamo un Federer un po’ sorpreso dalla qualità del gioco del rivale e altrettanto teso per i tanti appuntamenti con i record, si capisce meglio anche l’equilibrio assoluto, favorito pure dal dominio dei servizi, con 50 ace dello svizzero contro i 27 dello statunitense.
 
Non a caso le prime palle-break, quattro non consecutive, se l’è conquistate Federer solo nell’undicesimo game ma Roddick le ha annullate e nel gioco successivo l’americano ha strappato la battuta al rivale con un rovescio aggressivo e s’è aggiudicato il primo set. Nel secondo, il gioco ha invece seguito senza problemi i turni di battuta e si è approdati al tie-break, dove Roddick è volato sul 6-2 con ben quattro set-point. Lo statunitense non è però riuscito a trasformarne alcuno, commettendo soprattutto un gravissimo errore nel quarto, sbagliando una facile voleé di rovescio a campo aperto. Federer non s’è lasciato scappare l’occasione di tornare in gioco e ha chiuso 8-6 con un errore di diritto del rivale.
 
Nel terzo set Roddick non ha comunque accusato il contraccolpo psicologico e, dopo aver salvato una palla-break nel sesto gioco, ha trascinato anche questa partita al tie-break, dove però Federer ha sbagliato meno, volando sul 5-1 e poi sul definitivo 7-5. Qui ci si poteva aspettare un crollo di Andy, che invece ha continuato a reggere coraggiosamente il confronto, strappando addirittura il servizio a Federer nel quarto game e difendendo con coraggio i suo turni di servizio fino al 6-3 con cui ha pareggiato i conti.
 
Come nelle precedenti due finali, si è così arrivati al quinto set, nel quale Roddick ha annullato una palla break nel secondo game con una prima di servizio e Federer ben due consecutive sull’8 pari, con un servizio vincente e una brillante combinazione servizio-diritto al volo. Da quel momento non c’è più vista una palla-break fino a quando questa è diventata un match-point sul 15-14 per Roger, grazie ad un diritto scheggiato da uno stanco Andy, seguito da un altro errore sempre di diritto dello statunitense che ha definitivamente inserito Federer nella leggenda del tennis.
 
Federico Ferri
CERCA IN SPORT