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A Garmisch torna dominante Odermatt. Podio tutto svizzero: Franzoni quarto, Schieder e Paris in top ten

Finita Milano Cortina, riecco Odermatt: beffa Monney per quattro centesimi e vince la libera di Garmisch. Sul podio anche Rogentin. Franzoni (quarto) il primo degli italiani.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Eccolo lì, il ruggito di Marco Odermatt: la Svizzera decide di prendersi tutto nella libera di Garmisch monopolizzando il podio, con il leader di Coppa del Mondo che mette tutti in riga con una prestazione di rabbia e pura potenza. Solo Monney riesce a stargli addosso, staccato di quattro centesimi: tutto il resto del globo si becca almeno un secondo, con Rogentin che si prende almeno la soddisfazione di salire sul podio. Gli italiani così così: Franzoni, dopo il grande spavento delle prove, chiude al quarto posto, un po’ più più dietro Schieder e Paris, comunque in top ten.

Odermatt aveva motivazione extra: solo Monney gli resiste

Ci teneva tanto Odermatt a ristabilire il naturale ordine delle cose. E dopo non essersi nemmeno coperto troppo in prova, in gara ha sprigionato tutti i cavalli del motore: vittoria netta, col solo Monney in grado di tenergli testa, staccato di un’incollatura.

I 98 centesimi di ritardo di Rogentin fanno capire che razza di gara hanno fatto gli altri due elvetici, con Franjo von Allmen che ha chiuso sesto, staccato quasi un secondo e mezzo dalla vetta, evidentemente un po’ scarico dopo i bagordi a cinque cerchi.

Odermatt con questo successo mette praticamente in saccoccia un’altra coppa di specialità: diventano 175 i punti di vantaggio su von Allmen quando alla fine della stagione restano solo la discesa di Courchevel del 14 marzo e quella delle finali di Lillehammer del 21 marzo.

Franzoni ottimo 4° su una neve che non è la “sua”

Franzoni, ex aequo con Krieckmayr, ha pagato 1”20 da Odermatt. “A livello di tenuta avrei preferito una neve un po’ diversa, ma ho fatto una bella gara in una bella giornata. L’imprevisto di ieri mi ha un po’ condizionato, non tanto per la perdita dello sci quanto per non aver potuto provare la pista. Era la prima volta per me in discesa qui a Garmisch e nell’unica prova di giovedì avevo sbagliato nella parte bassa. Oggi mi sentivo meno sicuro, senza una seconda prova, e non mi sono fidato a spingere a tutta la curva dove ieri ho perso lo sci.

Sono contento di questo risultato che dice che sono competitivo su più piste e con condizioni diverse. Un tempo su questo tipo di neve sarei stato in difficoltà, oggi invece sono nei primi cinque: la stanchezza inizia a farsi sentire ma sono soddisfatto di questa stagione. Il piazzamento di oggi credo sia di buon auspicio per il supergigante di domani e per le prossime”.

Schieder e Paris fanno il loro. Innerhofer, chiusura d’autore

Nella top ten di giornata anche Schieder (ottavo) e Paris (nono). “Ho fatto qualche errorino di troppo, cosa che ormai non possiamo più permetterci”, il commento di Florian. “Oggi era necessario azzeccare tutto da inizio alla fine, le condizioni sono un po’ cambiate rispetto alle prove e chiudere in top ten non è male come risultato. Mi sono sentito un po’ lento nella parte alta”.

Christof Innerhofer ha corso probabilmente per l’ultima volta sulla Kandahar, dove nel 2011 conquistò l’oro ai mondiali: ha chiuso 21esimo, ma ritenendosi più che soddisfatto. “È sempre bello essere qua, anche se oggi faceva molto caldo, sembrava di essere al mare. La neve era morbida e non era facile sentire il taglio dello sci. Per il mio pettorale non ho fatto una brutta gara, ho sbagliato nella curva finale e ho lasciato qualche decimo di troppo”.

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