Troppo Alcaraz per Joao Fonseca. Dopo essere stato eliminato a Indian Wells da Jannik Sinner, il giovane tennista brasiliano viene bocciato anche nel secondo test al tavolo die grandi. Lo spagnolo, numero 1 al mondo, conquista la vittoria in due set nel secondo turno del Masters 1000 di Miami e ora trova lo statunitense Sebastian Korda.
- La torcida non basta, Carlos dominante
- Alcaraz e la magia di Doncic
- Il paragone di Fonseca: “Sinner è un robot”
La torcida non basta, Carlos dominante
C’è sempre una prima volta anche per chi scende in campo quasi tutti i giorni. E a Miami anche Carlos Alcaraz ha vissuto un’esperienza inedita. Il campione spagnolo è uno dei grandi beniamini del pubblico ma nel match contro Fonseca il pubblico era tutto dalla parte del brasiliano. Il tifo carioca si è fatto sentire a ogni punto nonostante Carlos avesse provato a ingraziarselo alla vigilia indossando una maglia di calcio della nazionale allenata da Carlo Ancelotti. Ma tifo o meno, il match ha emesso la sua vendetta. Il numero 1 al mondo ha conquistato il successo con un netto 6-4, 6-4 dimostrando che per Joao la strada per arrivare alla vetta è ancora abbastanza lunga. Una lezione tattica di Alcaraz capace di alzare il livello in tutti i momenti chiave del match.
Alcaraz e la magia di Doncic
La sera prima a vedere i Lakers, il giorno dopo a dare spettacolo in campo. Carlos Alcaraz prima di cominciare la sua avventura nel torneo di Miami si è lasciato ispirare da un altro campione, uno come Luka Doncic che ha un forte legame con la Spagna. Nella serata che ha preceduto il debutto di Carlos in Florida, lo sloveno ha dato spettacolo in maglia Lakers segnando 60 punti ed entrando nella storia della franchigia gialloviola. “Credo di aver beneficiato della sua magia. Non dico di trarre ispirazione da queste cose quando arrivo in un torneo ma ammiro il fatto di essere fortunato da poter vedere cose come quelle di ieri, con Luka che ha fatto la storia dei Lakers. Ma lui è uno di quelli che fa la storia praticamente ogni volta che gioca. Spero di aver assorbito parte di quella magia e di poterla mostrare nel corso del torneo”.
Il paragone di Fonseca: “Sinner è un robot”
Nel giro di pochi giorni Joao Fonseca ha affrontato un vero e proprio battesimo del fuoco prima incrociando Sinner a Indian Wells e ora Alcaraz a Miami. Due sconfitte contro i primi della classifica mondiale che possono servire anche da insegnamento per il giovane carioca che nel corso della conferenza stampa post match ha fatto un paragone tra i due: “Penso che aver giocato contro Sinner mi abbia aiutato a capire delle cose. Ma hanno due modi di giocare molto diversi. Alcaraz ha un arsenale maggiore rispetto a Jannik. Sinner è un robot, capace di distruggere la pallina e fa ogni cosa perfetta. Mentre Carlos può fare di tutto”.
