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Alcaraz ordina al team: "Zitti, c'è la telecamera". Carlos spiato agli US Open? Il caso di Sinner (con gaffe)

Lo spagnolo non vuol far trasparire dettagli tecnici e tattici alla vigilia dell'ultimo Slam dell'anno: e impone il silenzio: il precedente recente (e divertente) di Jannik.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Quando si è accorto della presenza di una “practice cam” ha dato quasi di matto. Carlos Alcaraz stavolta non vuol lasciare nulla al caso. Lo spagnolo sa di avere una grande occasione a disposizione. Ha appena trionfato a Cincinnati, è in forma, può vincere gli US Open. E se lo facesse, supererebbe automaticamente Jannik Sinner, tornando numero 1 al mondo. Ecco perché Carlitos s’è scaldato tanto, ordinando a tutti i membri del suo team di tacere: non vuole far filtrare dettagli, tecnici e tattici, che possano fornire qualche indicazione agli avversari sul suo gioco sul cemento newyorchese.

US Open, Alcaraz spiato dalla practice cam: “Tutti zitti”

Come documentato in un post su X dalla pagina social The Tennis Letter, l’episodio in questione è avvenuto nel corso dell’allenamento sostenuto da Alcaraz con Karen Khachanov. Curiosamente, a due passi era presente pure Jannik Sinner, impegnato nel campo nel campetto a fianco insieme ad Alex Michelsen. Carlos ha notato la telecamera puntata proprio nella sua direzione, ha iniziato a sbracciarsi e a fare ampi cenni a tutti i suoi collaboratori: “State zitti, c’è la telecamera”. Niente discorsi, nessuna riflessione, nessun potenziale “vantaggio” ai rivali. E dire che era stato proprio lui, qualche minuto prima, a spostare la panchina dal centro del campo in una zona ombreggiata, finendo proprio nel mirino della cam.

Alcaraz, debutto al primo turno contro Reilly Opelka

Il resto della sessione è poi proseguito normalmente, ma senza più dialoghi e riflessioni a voce alta da parte del “box” di Alcaraz. Tutti, fedeli alla consegna, sono rimasti in silenzio, rimandando a dopo tutte le considerazioni sul modo gi giocare e di stare in campo. Alcaraz, tra l’altro, è atteso da un match del primo turno non propriamente agevole, contro l’evanescente Reilly Opelka. Sa di dover essere competitivo e al top da subito, per non correre il rischio di uscire subito di scena, come accaduto nel 2024. Lezione di cui Carlitos sembra voler fare tesoro: ha ridotto al minimo anche le sue frequentazioni “festaiole”.

Il precedente (recente) di Jannik Sinner a Cincinnati

Forse Alcaraz nell’imporre il silenzio ai suoi avrà ricordato il fresco precedente di Jannik Sinner, pizzicato dai microfoni durante un allenamento a Cincinnati. Il rosso di San Candido stava provando il rovescio e ascoltava con grande attenzione i consigli di coach Vagnozzi. “Ci devi riuscire, se non ci riesci…”, l’esortazione del tecnico. “Sei una m… Sei una m… se non ci riesci“, la risposta – con involontaria gaffe – da parte di Sinner. E se le parole di Jannik avranno fatto sorridere tanti, tutto il discorso colto dalla “practice cam” in Ohio ha rivelato dettagli preziosi della sua preparazione.

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