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Alcaraz strega Fognini: “Un mix di Djokovic, Nadal e Federer”. Toni Nadal empatizza con Ferrero e rimprovera Carlitos

Il trionfo all'Australian Open ha consacrato definitivamente Alcaraz tra le leggende del tennis. Non stupisce dunque che anche Fognini abbia deciso di celebrarlo, riservandogli un paragone, anzi tre, molto prestigiosi

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Carlos Alcaraz sta riscrivendo la storia del tennis. A soli 22 anni lo spagnolo ha già un palmares pari a quello di molte leggende dello sport della racchetta e registrato alcuni incredibili record di precocità, come quello stabilito pochi giorni fa con il titolo conquistato all’Australian Open che lo ha reso il giocatore più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. Risultati che hanno portato Fabio Fognini ha esaltare l’attuale numero 1 e a scomodare addirittura tutti e tre i Big3 per spiegare l’incredibile talento di Alcaraz.

Alcaraz sta riscrivendo la storia del tennis maschile

Più giovane di sempre a diventare n°1 ATP, 57 settimane passate in vetta al ranking (numero in costante aggiornamento), oltre 13.000 punti in classifica, 25 titoli totali, di cui 7 Major, con l’ultimo conquistato pochi giorni fa all’Australian Open che lo ha reso anche il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. Il tutto prima di compiere 23 anni. Quanto sta realizzando Alcaraz è un qualcosa che forse nessuno si sarebbe mai immaginato e che fa impallidire i record di leggende del passato come Boris Becker, Stefan Edberg, Mats Wilander e John McEnroe, già eguagliati o addirittura superati da Carlitos per titoli slam vinti in carriera.

Fognini stregato da Alcaraz: “È un mix dei Big3”

Ovviamente i confronti tra generazioni hanno senso fino a un certo punto, così come il confronto tra record, che per forza di cose sono destinati a venire migliorati con il passare degli anni. Ma una cosa appare certa: mai nella storia del tennis si è mai visto un giocatore così giovane e già così completo sotto ogni punto di vista, da quello atletico a quello mentale, passando per quello tecnico.

Caratteristiche che ovviamente hanno portato Alcaraz a issarsi nella ristretta cerchia delle leggende che hanno praticato questo sport ancora prima di compiere 23 anni. Non è allora un delitto scomodare paragoni importanti, anche con tutti i Big3, perché se da un lato Carlos è certamente ancora lontano (per una pura questione anagrafica) da quanto raccolto in carriera da Federer, Nadal e Djokovic, ci sono alcune caratteristiche di Roger, Rafa e Nole che possiamo ritrovare nello spagnolo come evidenziato da Fabio Fognini in un video pubblicato sulla propria pagina Instagram in cui ha esaltato il recente vincitore dell’Australian Open:

A 22 anni 272 giorni, Alcaraz diventa il giocatore più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. Complimenti Carlitos, super meritato sotto tutti i punti di vista: grandi i coach, grandi i preparatori, grande team, veramente complimenti. Mi sorge spontanea una domanda: Carlitos Alcaraz può essere un mix di Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic? Secondo me sì, in prospettiva futura può vincere e può vincere sicuramente tanto, però il talento di Roger Federer ce l’ha, la grinta, il fisico e la potenza di Rafa Nadal ce l’ha e in più ha l’elasticità e la i recuperi pazzeschi che fa come Nole”.

Toni Nadal rimprovera Carlitos per i complimenti a Samuel Lopez

C’è però anche chi nel successo all’Australian Open è riuscito a trovare un motivo per tirare le orecchie ad Alcaraz. Si tratta di Toni Nadal, che ha rimproverato Carlos per non aver menzionato Juan Carlos Ferrero – nel quale Toni magari si sarà immedesimato essendo i due colleghi di professione – dopo aver elogiato il suo attuale allenatore Samuel Lopez. Queste le parole dello zio di Rafa riportate da AS: “È fantastico che Alcaraz abbia elogiato Samu López, ma dobbiamo anche ricordare Ferrero e il suo lavoro in questi sette anni. Non so come sia finita la loro relazione, ma quando ha detto quelle parole, mi sono sentito male. Sono convinto che Samuel López abbia fatto un ottimo lavoro in questi due mesi, ma non possiamo dimenticare il lavoro di Ferrero in così tanti anni. Non mi sarebbe piaciuto se, appena lasciato Rafa, avesse detto quelle cose su Carlos Moyá

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