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Alessia Orro vuole l'unico oro che le manca: "Mondiale, a noi due! Ma saremo la squadra da battere"

A pochi giorni dal debutto nel mondiale in Thailandia, Alessia Orro spiega cos'è che l'Italia dovrà temere: "La striscia di 29 partite sarà un incentivo a batterci"

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

“Saremo la squadra da battere, quindi sappiamo perfettamente che le difficoltà andranno aumentando rispetto agli ultimi tornei”. Alessia Orro però è pronta alla battaglia: la preparazione in vista dei mondiali in terra thailandese prosegue senza intoppi, ma a pochi giorni dalla partenza per l’Asia in casa Italia c’è la sensazione che puntare dritte all’oro stavolta potrebbe rivelarsi assai più complicato del solito. “Perché la concorrenza è ampia, e perché tutte vorranno battere una squadra che non perde da 29 partite”, aggiunge la palleggiatrice di origine sarda.

Il mondiale per completare la raccolta delle medaglie d’oro

Prima di volare in Turchia, dove l’attende il Fenerbahce per provar ad alzare l’asticella e provare a spodestare Conegliano almeno in campo continentale, Alessia vuole regalarsi un’altra estate magica. E perché no, mettere le mani sul quel titolo mondiale che ad oggi è l’unico mancante nella sua collezione sconfinata di successi.

“Vero, l’oro mondiale è l’unica medaglia che non ho mai conquistato, anche perché nel 2018 quando giocammo l’ultima finale (persa contro la Serbia) non facevo ancora parte del gruppo. Dopo aver vinto un oro agli Europei nel 2021, tre VNL e l’olimpiade di Parigi, chiudere il cerchio con un titolo iridato sarebbe davvero qualcosa di unico e speciale al tempo stesso. Però so bene che non sarà facile, perché un po’ tutte le avversarie sono lì che ci attendono al varco e faranno di tutto per impedirci di raggiungere l’obiettivo”.

Soprattutto faranno i salti mortali per provare a interrompere la striscia aperta di vittorie delle ragazze di Velasco, imbattute dal 2 giugno 2024. “Questo è successo perché abbiamo lavorato tanto e non ci siamo mai disunite di fronte alle difficoltà. Abbiamo costruito un qualcosa di unico e straordinario al tempo stesso, ma ogni partita che verrà rappresenterà un’insidia di cui tener conto”.

Orro, la polivalente: ecco perché si sente così completa

Di questa nazionale che poggia le basi soprattutto sul dualismo tra Egonu e Antropova, peraltro perfettamente gestito da Velasco, Orro è uno degli ingranaggi più importanti. Anche perché nel tempo ha dimostrato di aver raggiunto un’eccellenza nel ruolo di alzatrice come da poche parti si può riscontrare.

“Perché sono così completa? Perché in realtà ho girato un po’ tutti i ruoli nel corso della mia carriera. Da giovane facevo la schiacciatrice, quindi ho imparato a difendere e a contrattaccare. Poi ho fatto anche il libero, esaltando così le mie qualità in difesa. Ad alzatrice in realtà sono arrivata soltanto in tarda età giovanile, ma avendo raccolto tante informazioni precedentemente mi è venuto tutto più facile”.

Con Velasco però in palestra si lavora duramente: “Stiamo perfezionando alcune cose che in VNL non sempre hanno funzionato a dovere, vedi ricezione e fase break. Tutto questo ci serve per acquisire la giusta sicurezza e riproporre poi le cose in partita”.

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