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Alex Schwazer, scontro durissimo in tribunale. "Non molliamo"

Nuovo capitolo nella controversia tra la Wada e l'ex atleta

Si è concluso con un rinvio, l’udienza fiume che si è tenuta al tribunale di Bolzano e che ha sviscerato le posizioni, opposte, che hanno messo al centro il caso delle provette che nel 2016 nel pieno delle Olimpiadi brasiliane, portarono a una squalifica di otto anni per recidiva al doping ai danni di Alex Schwazer.

La contrapposizione tra il comandante del Ris di Parma, Giampietro Lago, e il perito della Wada, Emiliano Giardino si è consumata un botta e risposta senza esclusione di colpi.

Come riporta l’agenzia di stampa ANSA, nel corso l’udienza in tribunale a Bolzano il legale dell’associazione mondiale antidoping ha infatti presentato un referto che risale al 2016, mai mostrato in precedenza, che contesta la perizia del comandante dei Ris di Parma, Giampietro Lago. Un documento che evidenzia forti anomalie nelle provette sui cui furono effettuati i controlli da cui successivamente scaturì la positività al doping di Schwazer – la seconda dopo quella riscontrata alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra nel 2012 – che gli valsero la partecipazione alle Olimpiadi di Rio.

La difesa del marciatore azzurro ha duramente contestato il documento, poiché presentato in una fase avanzata del procedimento. Nella perizia del Ris si afferma che la quantità di Dna nelle urine diminuisce molto nel tempo, mentre in quelle di Schwazer ce n’è “troppo”, anche due anni dopo il controllo.

“La mia sensazione è che siamo ad un buon punto  – ha dichiarato Schwazer – però sicuramente non ci basta. A livello scientifico noi vogliamo avere la certezza totale. Ci arriveremo. Non so se arriverà oggi o ci vorranno altri mesi. Sono tre anni che aspetto, posso aspettare ancora sei o sette mesi. L’udienza di oggi è un passo decisivo perché viene presentata una perizia molto importante che mette nero su bianco che alcuni punti non sono spiegabili con la scienza. Poi deve decidere il giudice se basta o no, noi vogliamo la certezza totale, questo è il punto, e non molleremo”. Queste le parole dell’ex marciatore e campione azzurro Alex Schwazer, poco prima dell’incidente probatorio al tribunale di Bolzano davanti al gip Walter Pelino.

Stessa linea del suo allenatore, Sandro Donati: “Alex sta dimostrando il suo equilibrio e la sua dignità. Vuole arrivare alla verità. Dobbiamo andare avanti e arrivare alla fine di questa storia. Se si arriva alla fine io chiederò il risarcimento ma mica finisce lì. Io dirò tutto, se qualcuno non mi mette una pistola in bocca prima, spiegherò tutto. Come ho sempre fatto nella mia vita”.

“La vicenda di Alex è legata direttamente alla sua testimonianza contro due medici, quella testimonianza pesava. Ed è stata decisiva per la condanna. E quindi è chiaro che bisognava far perdere la credibilità a Schwazer agli occhi del giudice. Qui non si tratta di una persona. Qui è una catena di istituzioni che sono solidali una all’altra. Un potere di cui voi non si ha idea. Il fenomeno del doping si è sviluppato e consolidato perché dall’altra parte c’era un sistema che non lo fronteggiava in maniera adeguata”, ha spiegato.

VIRGILIO SPORT | 13-09-2019 12:01

Alex Schwazer, scontro durissimo in tribunale. "Non molliamo" Fonte: ANSA

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