Nello sport si sa, basta poco per far cambiare idea alla gente, anche in maniera radicale. E così, a un mese di distanza da quando si parlava di un Carlos Alcaraz imbattibile e della crisi di Jannik Sinner in seguito alla sconfitta contro Jakub Mensik a Doha, ora ci ritroviamo con una situazione totalmente invertita, con l’azzurro che viene celebrato per il suo tennis dominante e lo spagnolo finito in un vortice negativo di analisi impietose e allarmismo per le due partite perse tra Indian Wells e Miami.
- Il momento no di Alcaraz
- Mouratoglou: “Alcaraz è annoiato”
- Fognini: “Ho visto Alcaraz nervoso e frustrato”
Il momento no di Alcaraz
Dopo un inizio di stagione da urlo, che lo ha visto conquistare l’Australian Open e l’ATP 500 di Doha e inanellare una striscia di 16 vittorie consecutive, per Alcaraz sono arrivate due battute d’arresto impreviste in occasione del Sunshine Double: prima la sconfitta in due set in semifinale a Indian Wells contro un ritrovato Daniil Medvedev, poi quella al terzo turno di Miami contro Sebastian Korda. Due sconfitte ravvicinate che hanno fatto scattare anche più di un semplice campanello d’allarme riguardo lo spagnolo, apparso un po’ provato fisicamente nel match contro il russo e svuotato a livello mentale nell’incontro con lo statunitense, durante e in seguito al quale non ha nascosto la sua frustrazione.
Mouratoglou: “Alcaraz è annoiato”
A provare a fornire una spiegazione riguardo il momento difficile di Alcaraz ci ha pensato anche il celebre coach Patrick Mouratoglou, che ha puntato il dito sull’aspetto mentale, evidenziando un dettaglio che potrebbe compromettere la carriera di Carlos in futuro: “La mia impressione è che Alcaraz sia annoiato. Carlos ha già vinto sette grandi slam e ho l’impressione che ha già vinto così tanti Masters 1000 che quando li gioca non è così interessato. Credo che questo potrebbe essere il pericolo per lui nei prossimi anni. E quando molti dicono che ‘quest’anno non ha giocato bene al primo turno del Roland Garros o Wimbledon o US Open non ha giocato bene al primo turno’, si, è vero, ma non ha giocato bene perché è annoiato. Non sta pensando: ‘Non mi interessa’, ma accetta cose che normalmente non accetterebbe: essere brekkato, lasciare che il livello scenda, non restare completamente coinvolto. Perché? Perché nel profondo sa che può tornare in qualsiasi momento. E molto spesso… Lo fa. Ma è proprio lì che sta il pericolo. Perché al massimo livello, soprattutto contro i migliori giocatori, non sempre si ha quella seconda possibilità. Quando la sfida non è abbastanza alta, l’intensità diminuisce. E a lungo termine, questo può diventare un rischio reale. Perché restare al vertice non riguarda solo il talento. Si tratta della tua capacità di restare affamato anche quando tutto sembra ‘sotto controllo’”.
Fognini: “Ho visto Alcaraz nervoso e frustrato”
Ad analizzare la sconfitta contro Korda è stato anche Fabio Fognini, che in un video pubblicato sul proprio profilo Instagram ha tessuto le lodi dello statunitense a evidenziato anche un dettaglio preoccupante di Carlos: “Alcaraz ha perso contro un grande Korda. L’ho visto molto nervoso e frustrato. Penso alle cose che ha detto al team: ‘Voglio andare a casa’ . Dispiace perché tutti gli appassionati volevano vedere di nuovo Alcaraz contro Jannik Sinner in finale. Bisogna però fare i complimenti a Korda. È un giocatore che ho sempre apprezzato e che mi piace molto. È stato perseguitato dagli infortuni nel corso della sua carriera”.
