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America's Cup, arrivano gli americani (e forse pure gli australiani): a Napoli sarà uno spettacolo unico

L'America's Cup 2027 vede aggiungersi un altro tassello: ufficiale la presenza di American Racing Challenger Team, con Ken Read. E anche un consorzio australiano pensa a entrare.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Tranquilli, stavamo solo scherzando. Perché alla fine nel Golfo di Napoli ci sarà spazio per issare anche una bandiera a stelle e strisce. Sarebbe stato un paradosso bello e buono: la più antica competizione velica (e sportiva) al mondo, quella che prende il nome proprio dal continente dove è salpata per la prima volta nella storia (era il 1851), orfana di un’imbarcazione proveniente proprio dalle Americhe. Una lacuna colmata quasi sul gong, con la sfida lanciata da American Racing Challenger Team, consorzio che fa base nello Yacht Club di Newport.

Nuova sfida a stelle e strisce: la guida Ken Read

La fumata bianca è arrivata ben oltre la scadenza fissata al 31 gennaio, quella nella quale tutti coloro che avessero mostrato interessare a partecipare all’edizione numero 38 della competizione sarebbero dovuti confluire nel nuovo AC Partnership, il consorzio creato ad hoc da neozelandesi e sfidanti (in questo caso Athena Racing di Ben Ainslie) per gestire ogni aspetto commerciale e di gara dell’America’s Cup.

Diventano così 5 gli sfidanti che proveranno a raggiungere Emirates Team New Zealand nella serie che assegnerà la “vecchia brocca”, in programma a luglio del 2027 nelle acque davanti a Napoli: oltre ad Athena Racing ci sono Luna Rossa, Alinghi, GB1 (team britannico), K-Challenge (Francia) e appunto gli americani di American Racing Challenger Team, che sono una nuova entità rispetto ad American Magic, l’imbarcazione che aveva tentato di riportare la coppa dall’altra parte dell’Oceano (da dove manca dal 1995) nelle recenti edizioni.

A guidare il progetto a stelle e strisce c’è Ken Read, che nel 2000 e nel 2003 era al timone di Stars and Stripes, col quale provò a strappare la coppa ai neozelandesi (in realtà ci andò più vicino la prima Luna Rossa, guidata da Francesco De Angelis).

Gli americani ci credono: “Una sfida che durerà nel tempo”

Read è un’istituzione a livello velico, non solo in ambito statunitense, e pertanto la sfida lanciata dal nuovo consorzio che fa capo a Newport è di quelle da prendere con le molle. “Avere l’opportunità di rappresentare nuovamente gli Stati Uniti in America’s Cup è un grande onore”, ha spiegato Read.

“Siamo pienamente consapevoli delle sfide che ci attendono, pertanto ci stiamo impegnando al massimo per formare un team capace di puntare alla vittoria finale. In più, vogliamo sviluppare un programma che possa rendere orgogliosi i velisti americani e costruire un percorso destinato a durare nel tempo”.

Alla fine sono stati confermati nel numero gli equipaggi visti all’opera a Barcellona nel 2024, e soprattutto la sensazione è che il livello sarà comunque alto, al netto delle assenze di American Magic e Ineos Britannia (al centro di un contenzioso con Athena Racing, oltre che con GB1, che a detta di Jim Ratcliffe non avrebbe l’autorizzazione a competere, poiché Ineos sarebbe l’unico scafo britannico deputato a farlo).

La “vittoria” di Abodi e i rumors sugli australiani

Dopo tanti dubbi e timori di un’edizione depotenziata nella forma e nella sostanza, l’America’s Cup che abbraccerà il Golfo di Napoli ha dunque mostrato un volto ben differente. E potrebbe non essere finita qui, perché circolano rumors insistenti legati alla possibile partecipazione anche di un consorzio australiano (ma se ne saprà di più a giugno).

Alla fine è risultata vincente la previsione fatta da Andrea Abodi l’autunno scorso, quando affermò senza indugio che “un’America’s Cup senza un’imbarcazione americana non mi pare un’ipotesi reale, e c’è tempo per mettersi attorno a un tavolo e discutere sul da farsi”. Parole che rilette oggi trovano conferma in quanto è avvenuto, senza però sapere se Abodi fosse a conoscenza o meno delle trattative per portare American Racing Challenger nel nuovo consorzio legato alla coppa, o se fossero unicamente frutto di uno slancio di ottimismo al quale il tempo ha dato ragione.

Tra un mese e mezzo a Cagliari ci sarò il primo turno di regate preliminari della Louis Vuitton Cup, in attesa che venga completato il quartier generale della zona di Bagnoli, dove saranno di stanza tutti e 6 i team (eventualmente 7, se si aggiungerà quello australiano).

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