Sarebbe fin troppo facile e scontato dire che è nata una stella. Perché di Anna Trocker se ne sentirà parlare tanto in futuro, ma per ora lasciamola in pace. Anzi, sosteniamola in vista del gigante di domani, dove avrà tanti occhi puntati addosso, quelli che inevitabilmente chi segue il circo bianco ha rivolto nei suoi confronti dopo la straordinaria top ten mandata a referto nell’ultimo slalom della stagione, quello che è servito per consegnare quasi su un piatto d’argento la sesta Coppa del Mondo generale a Mikaela Shiffrin, che nel dubbio s’è tolta lo sfizio di conquistare anche la vittoria numero 110 in carriera. Per la lode, però, appuntamento a domani.
- Shiffrin, coppa ipotecata: ad Aicher servirebbe un miracolo...
- Trocker, prima top ten e tanta voglia di stupire
- Colturi finisce dietro Anna: indizi per una nuova rivalità
Shiffrin, coppa ipotecata: ad Aicher servirebbe un miracolo…
Emma Aicher, l’unica che potrebbe ancora insidiare la fuoriclasse di Vail, s’è piazzata in terza posizione, cedendo altri 40 punti all’americana, che a una sola gara dal termine della stagione ha 85 punti di vantaggio. In pratica le basterà arrivare seconda per non curarsi minimamente di ciò che farà la tedesca, che per metterle il naso davanti avrà sostanzialmente una sola combinazione possibile: vincere il gigante (disciplina dove non ha mai vinto in carriera) e sperare che Shiffrin non completi le due manche di gara, oppure arrivi fuori dalle prime 15, tenuto conto che nelle finali i punteggi vengono assegnati appunto fino alla 15esima classificata (e se arrivasse 15esima vincerebbe la sfera di cristallo per un punto).
Insomma, partita sostanzialmente chiusa, con Miki che ha conquistato il nono slalom sui 10 disputati in stagione in Coppa del Mondo (fanno 10 su 11 pensando a quello olimpico), cedendo il gradino più alto del podio soltanto nella tappa di Kranjska Gora. Un dominio totalizzante, roba che sarebbe bastato solo il punteggio dello slalom speciale per agganciare il podio della generale.
Trocker, prima top ten e tanta voglia di stupire
Detto della lotta tra le big, l’altra faccia bella e felice di giornata ha il volto di Anna Trocker. Che ha chiuso nona, staccata poco meno di 3 secondi da Shiffrin, complice però anche un errore nell’ultimo tratto della seconda manche che l’è costato più di mezzo secondo, ma che non le ha impedito di mettere in fila tutte le atlete scese al traguardo (miglior tempo di manche ex aequo con Truppe, meglio di 14 centesimi rispetto all’americana).
“Non ho le parole per descrivere quello che vissuto, perché è stata una gara veramente fantastica”, ha commentato al termine delle due prove. “Sono molto contenta di come ho sciato soprattutto nella seconda manche, anche se mi rammarico per quell’errore nell’ultimo tratto che m’è costato qualche decimo.
Non sono abituata a gareggiare in una manche così lunga: posso dire di essermi divertita, sebbene io preferisca tracciature più filanti, mentre questa girava parecchio, però so che devo adattarmi a ogni tipo di condizione e dunque sono felice che sia andata bene così. Ora spero di ripetermi domani nel gigante”.
Colturi finisce dietro Anna: indizi per una nuova rivalità
Trocker era alla sesta gara di Coppa del Mondo della carriera, sebbene quella di Hafjell fosse solo la seconda tra i pali stretti: nelle precedenti 5 non era mai riuscita a entrare tra le migliori 30 per la seconda manche, con due uscite anticipate e tre qualificazioni mancate. Stavolta è andato tutto secondo i piani: ha chiuso 15esima la prima manche, poi s’è scatenata nella seconda e ha centrato i primi punti in carriera.
Classe 2008 (è nata il 23 dicembre a Bolzano), Trocker ha avuto l’opportunità di gareggiare nelle finali in terra norvegese in virtù delle vittorie in slalom e gigante ai recenti mondiali Juniores, che come da abitudine assegnando una wild card alla vincitrice per l’ultima gara di Coppa del Mondo nella disciplina dove si sono laureate campionesse del mondo. Per questo sarà in gara anche domani in gigante, dove spera di ripetere l’exploit odierno e confermare una volta di più di essere un prospetto sul quale puntare ad occhio chiusi per l’avvenire.
Tra l’altro ad Hafjell si è presa anche una bella soddisfazione, tenendosi dietro nientemeno che Lara Colturi, che ha due anni più di lei, ma che ha scelto di battere altre strade rinunciando a gareggiare per l’Italia. Logico pensare oggi che potrebbe nascere un dualismo notevole negli anni a venire: il post Brignone e Goggia è pronto al decollo.
