Non c’è due senza tre, i detti non si sbagliano mai. A questo punto c’è da aspettarsi il poker in Canada fra tre settimana. Andrea Kimi Antonelli non è il futuro della F1, è il presente. Tre gare, tre vittorie, in mezzo altrettante pole position. Numeri, prestazioni che non si vedevano da tempo per un pilota così giovane. Una precicità che evoca paragoni ingombranti, da Schumacher a Sennza passando per Hamilton e Verstappen. Ma lui, AKA resta coi piedi per terra, si emoziona incontrando Messi, festeggia e ride coi meccanici della Mercedes ed esulta con la famiglia sempre presente, papà Marco e mamma Veronica e la sorellina Maggie sua prima tifosa. La magia continua!
- A star is born: Kimi Antonelli, che maturità
- Kimi, 10 in gestione gara
- L'incontro con Messi
- L'esultanza di papà Marco, l'abbraccio con Maggie
A star is born: Kimi Antonelli, che maturità
Nelle pagelle del Gp di Miami ci abbiamo scherzato un po’ su dubitando della giovane età del ragazzo. Diciannove anni per uno che vince come ha vinto lui a Miami sembrano davvero pochi. Un successo da veterano. Se la prima volta, in Cina, può capitare dall’alto del dominio Mercedes iniziale; se la seconda volta è stato baciato dalla dea bendata con l’incidente di Bearman che ha mischiato le carte penalizzando Russell; in Florida Kimi ha vinto da grande pilota, da campione!
Ha già ottenuto tre vittorie consecutive, altrettante pole, ampliando il suo vantaggio nel Campionato del Mondo piloti e trasmettendo un senso di grandezza. “Che gara! Che gara!” ha esclamato Kimi via radio mentre tagliava il traguardo. Ponendo rimedio a un’altra partenza incerta, fin qui il suo unico tallone d’Achille, con un ritmo forsennato e una strategia brillante.
Kimi, 10 in gestione gara
Ha battagliato senza mai forzare con Leclerc e Norris nei primi giri, poi a cavallo del pit stop ha sferrato l’attacco decisivo su Norris ed infine quando l’inglese della McLaren è tornato sotto è rimasto saldamente davanti senza mai sbagliare, senza mai dare la sensazione a Lando di poter essere passato. Ed infine ha riallungato andandosi a prendere un’altra vittoria che mitiga il passaggio a vuoto della Sprint con quella penalizzazione per track limits che gli ha fatto perdere qualche punticino
L’incontro con Messi
“Sono felice di conoscerti”. Tra le tante personalità presenti a Miami per la F1 ce n’era una con un’aura fortissima. Lionel Messi. Con la famiglia al completo, Antonella Roccuzzo e prole, la Pulce ha fatto il giro del paddock e ha incontrato, oltre che il connazionale Colapinto, anche i piloti Mercedes. Particolare il saluto con Antonelli.
Strette di mano e pacche sulle spalle tra i due con tanto di complimenti da parte del numero 10 argentino per antonomasia che forse ha passato un po’ di “fluido” da fenomeno al pilota italiano. Che non guasta mai visto anche come è andato a Miami Colpainto, 7° dopo aver incontrato Leo.
L’esultanza di papà Marco, l’abbraccio con Maggie
Poi ci sono le immagini, gli istanti, le sfumature che oramai vengono catturate dai social e dalle telecamere per diventare virali. Come l’esultanza forte di Marco Antonelli, il papà di Kimi, l’uomo che ha instradato il giovane Andrea al mondo delle corse e che lo ha cresciuto pare molto bene a pane e motori. Discreta come sempre la presenza di mamma Veronica ma sempre lì, materna, pronta a emozionarsi e gioiosa al fianco di Kimi.
Infine l’abbraccio più bello, quello con la sorellina Maggie, sua prima tifosa, a lei Antonelli ha dedicato l’apertura della galleria del post di Instagram. Con lei Antonelli torna sempre ad essere Kimi, il ragazzo di tutti i giorni, di 19 anni che con la sua semplicità, la faccia da bravo ragazzo sta conquistando la Formula 1. Vai ragazzo, non smettere di sognare, perchè questo sogno è realtà.
