Andrea Kimi Antonelli si rilancia di nuovo nella corsa al titolo mondiale di F1 superando pure la prova di Spa-Francorchamps dopo un fine settimana perfetto dove ha primeggiato ovunque, ottenendo così la sesta vittoria in questo 2026 che lo vede aumentare il suo vantaggio da leader del campionato. Alle sue spalle Charles Leclerc che stava approfittando anche delle scelte strategiche della Mercedes non ottimali.
- Antonelli non si adagia sugli allori e guarda all'Ungheria
- Leclerc: "Ma Mercedes va forte anche sui circuiti più tecnici"
- Russell non incolpa Hamilton per l'incidente, ma punta il dito contro la sua auto
- "Hamilton non l'ha fatto apposta"
Antonelli non si adagia sugli allori e guarda all’Ungheria
A questo giro Antonelli non ha avuto problemi con la sua W17, alle prese con impicci di affidabilità a Silverstone e prima ancora a Barcellona. E anche quando il regime di Virtual Safety Car sembrava averlo messo all’angolo, con la citata strategia del muretto non esattamente perfetta e Leclerc pronto a fare il colpaccio per la vittoria, riuscendo quindi a vincere il duello con il pilota della Ferrari.
“Charles oggi è stato molto veloce e non è stato facile tenerlo a distanza, anche perché dopo averlo superato ho faticato a liberarmi dall’overtake”, ha spiegato a Sky Sport il 19enne. Ma Antonelli, come suo costume, non si adagia sugli allori e pensa già alla prossima settimana, alla gara in Ungheria dove sulla carta le SF-26 di Maranello sono favorite.
“A Budapest ritorneremo con un pacchetto usato nelle gare precedenti, qui abbiamo usato un assetto meno carico. Ma non sarà facile per noi perché la Ferrari sull’Hungaroring va molto forte”, ha concluso Antonelli.
Leclerc: “Ma Mercedes va forte anche sui circuiti più tecnici”
Non è dello stesso avviso però Leclerc, o quasi. Il monegasco a Sky Sport ha infatti affermato che nel team sono consci del fatto che la vettura si adatti meglio a circuiti come quello di Budapest. “Ma pensavamo di essere favoriti anche a Monaco, ma poi la Mercedes ha dato prova di avere una vettura che va forte anche sulle piste più tecniche”.
Perciò Leclerc è persuaso del fatto che “non saremo i favoriti” perché “la Mercedes ha un passo più forte rispetto al nostro, ma daremo comunque il massimo per vincere”.
Facendo poi un passo indietro, il pilota ha spiegato che a Spa ci sono state delle difficoltà per la SF-26 che la squadra aveva messo in conto, ma comunque in gara ha ammesso di essersi divertito, tra il deployment che gli ha consentito di avere la meglio in rettilineo su George Russell e Max Verstappen e l’assist della VSC. Oltre al fatto che, dopo essere stato superato da Antonelli, è rimasto sorpresa dal fatto che con la scia è riuscito a stargli alle calcagna. “Ci ho creduto sino all’ultimo, ma non è bastato”, ha quindi concluso Leclerc.
Russell non incolpa Hamilton per l’incidente, ma punta il dito contro la sua auto
Ritornando in casa Mercedes, è stata una domenica invece da dimenticare per Russell. Il britannico deve dare ancora una volta fondo a tutta la sua pazienza, lui che è già sotto pressione nel derby interno con Antonelli, a causa del ritiro in gara provocato da un contatto con la SF-26 di Lewis Hamilton.
“Un normale incidente di gara”, l’ha derubricato Russell, scagionando l’ex compagno di squadra (pur penalizzato di 5 secondi dalla direzione gara: una decisione contro la quale si è scagliato il team principal Frédéric Vasseur, parlando di sanzione “severa” e di errore del team nel caso invece dell’unsafe release).
Ma la frustrazione è tanta, considerando il fatto che sul rettilineo Kemmel è stato “totalmente risucchiato” nel confronto con le Ferrari. Oltre a dover fare i conti con la mancata ricarica della batteria in curva-1 (“Avevo solo il 35% della carica, e perciò ho avuto difficoltà con il turbo. In cima all’Eau Rouge avevo la batteria allo zero“).
“Hamilton non l’ha fatto apposta”
Una situazione pericolosa, e che ha fatto arrabbiare Russell, più che il contatto con Hamilton: “Lui non l’ha fatto apposta: quell’incidente non sarebbe avvenuto se avessi avuto potenza sul rettilineo“. Questo problema di potenza cruccia e non poco il pilota britannico, che già in questa stagione si era lamentato delle prestazioni della sua W17 (“Se sono queste non potrò mai lottare per il campionato”, disse).
“Apprezzo il lavoro che sta facendo il team per risolvere i problemi – ha concluso – ma chi sta in auto sono io e in quel momento mi pareva di essere in una buona posizione per la vittoria. Poi la potenza si è esaurita“. Inevitabile un confronto interno in casa Mercedes prima dell’Ungheria.
