Virgilio Sport

Arezzo, l'incubo è finito: è Serie B dopo 19 anni. Tra stelle da calciomercato e il sogno del nuovo stadio

Una domenica da sogno per il popolo amaranto: il 3-1 alla Torres regala la promozione diretta. Dalle intuizioni di Bucchi al progetto del nuovo impianto: ecco come è rinato il mito toscano

4 min di lettura

Marco Carlotti

Marco Carlotti

Web editor

(Quasi) giornalista pubblicista, marchigiano d’origine ma bolognese - e rossoblù - d’adozione. Osserva il calcio nella sua veste tecnica e tattica, ma ne racconta il lato corporate e di comunicazione strategica

Tavernelli, Arena e Pattarello entrano di diritto nella storia del calcio aretino. Il 3 a 1 sulla Torres di ieri ha regalato alla piazza toscana una domenica da sogno attesa da ben due decenni. Gli amaranto di Cristian Bucchi salgono quindi direttamente in cadetteria con un arrivo al fotofinish, sorpassando l’Ascoli uscito sconfitto a Campobasso (1 a 0, ndr). Una storia dal sapore romantico, ciliegina sulla torta di un progetto societario che punta a restare ancora a lungo nei piani alti del calcio.

I giocatori più interessanti

Se è vero che nel calcio il collettivo conta più del singolo, non si può negare che nell’Arezzo ci siano alcuni profili molto interessanti (anche in ottica mercato). Con la giusta amalgama tra esperienza e novità, gli amaranto hanno assemblato una squadra vincente anche grazie alla sinergia delle sue componenti. Un percorso che ha visto innanzitutto l’apporto di Viviani e Ionita, vecchie conoscenze della Serie A, pedine fondamentali nello scacchiere di mister Bucchi. Il centrocampista centrale moldavo è arrivato a gennaio dalla Triestina, firmando un contratto a titolo definitivo fino al 30 giugno 2027; nelle dieci partite disputate è stato praticamente sempre titolare riuscendo a segnare anche due goal.

Registrati a Virgilio Sport per continuare a leggere questo contenuto

Bastano pochi click

Uno score niente male considerando che fino a gennaio, appunto, aveva messo a referto 5 reti e 1 assist con la maglia alabardata.

In zona difensiva si è distinto invece Gianluca Di Chiara, terzino sinistro (esterno all’occorrenza), anche lui arrivato a gennaio dopo una prima parte di stagione con il Catanzaro in B. Mancino naturale e grande conoscitore delle serie minori, il numero 77 vanta anche in carriera la promozione in Serie A con il Parma e tre campionati cadetti con la Reggina nel ruolo di protagonista.

A prendersi la copertina quest’anno è stato però il parco attaccanti. Pattarello, Cianci, Tavernelli e Ravasio hanno segnato e incantato la piazza, realizzando rispettivamente 13, 12, 10 e 9 reti sicuramente anche avvantaggiati dal modulo 4-3-3 in grado di favorirne l’emergere di tutto il potenziale.

Il nuovo stadio

Ma il sogno amaranto non si esaurisce esclusivamente nelle dinamiche tecnico-tattiche. Il Consiglio Comunale cittadino infatti si è recentemente espresso favorevolmente riguardo il progetto di riqualificazione dello stadio, precedentemente dichiarato di “interesse pubblico”. Attualmente la squadra gioca nello stadio “Città di Arezzo”, ma il nuovo impianto si propone di essere il primo in Italia a sfruttare le potenzialità concesse dalla legge nazionale sugli stadi con standard aggiornati in materia di sicurezza, sostenibilità ambientale e prestazioni. Il Comune si è impegnato a riqualificare le aree contermini in chiave infrastrutturale. Nella pratica cosa significa? Deadline al 2030, interventi mirati e progetto urbano integrato capace di incidere sul tessuto economico e sociale cittadino. Una pratica dal costo di 35 milioni di euro più spese accessorie che vedrà la nuova struttura sorgerà dalle ceneri di quella attuale con una capienza di 12.926 posti tutti coperti e riscaldati.

L’ultima volta in B

Ritorno in cadetteria dopo quasi un ventennio, quindi. Ma a quando risale l’ “ultima volta”? Bisogna tornare indietro nel tempo, precisamente al 2007. In quell’occasione, gli amaranto erano retrocessi nonostante la vittoria sul Treviso all’ultima giornata. In panchina sedeva il neofita Antonio Conte, sostituito a stagione in corso da Maurizio Sarri. La stagione iniziò infatti con il tecnico salentino – sostituito da quello toscano e poi richiamato in panchina nel finale di stagione. La salvezza fu compromessa per via dello scandalo Calciopoli; Conte era infatti riuscito nel miracolo venendo poi condannato alla retrocessione per i 6 punti di penalizzazione inflitti alla società. Due nomi, quindi, che sarebbero poi diventati tra i più grandi allenatori italiani di questo decennio.

Arezzo, l'incubo è finito: è Serie B dopo 19 anni. Tra stelle da calciomercato e il sogno del nuovo stadio ANSA

Leggi anche:

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...