Il vero highlander vuole essere ancora lui. Di fronte ha tanti “nemici” da superare ma il primo già è stato eliminato: non ci sarà più l’eterno rivale Cristiano Ronaldo, tornato a casa col suo Portogallo dopo il doloroso ko con la Spagna. Restano i vari Mbappè, Haaland, Kane e Yamal sulla strada per la vittoria. E Mo Salah, l’avversario da battere oggi. Messi non ha intenzione di fermarsi, vuole inanellare record su record. Ha segnato sette gol in questa edizione e 19 in totale, un record nonostante la minaccia di Mbappé, che lo insegue a un solo gol di distanza. Messi ha segnato in ognuna delle ultime otto partite dei Mondiali: le ultime quattro in Qatar e le prime quattro negli Stati Uniti. E con l’Egitto chiama a raccolta la sua Argentina per cancellare la prova incolore contro Capo Verde.
- La ricetta per tornare grandi
- La mossa di Scaloni: dentro Julian Alvarez
- Per il ct le favorite stanno deludendo
- Il calendario troppo fitto per Scaloni
La ricetta per tornare grandi
In questa stessa città, Atlanta, 140 anni fa, il farmacista ed ex ufficiale dell’esercito John Stith Pemberton tentò di creare uno sciroppo medicinale e, quasi per caso, scoprì la formula della Coca Cola. A pochi isolati di distanza, dove ora sorge il museo che commemora quella storia, Lionel Scaloni sta cercando di riscoprire un’altra ricetta: quella che ha reso l’Argentina la migliore squadra del mondo. Dopo la preoccupante prestazione contro Capo Verde e quattro giorni di autocritica, analisi e aggiustamenti, bisogna cambiare rotta contro l’Egitto per tornare ad essere la squadra che, oltre ad avere Lionel Messi, si caratterizzava per pressing, intensità e solidità difensiva. La diagnosi è stata chiara fin da subito. L’allarme lo ha lanciato lo stesso Messi. “Ci sono molte cose da correggere”, aveva ammonito il capitano a caldo dopo la gara, prima di sottolineare due aspetti specifici: la compiacenza dopo il primo gol e le disattenzioni nel pressing di squadra, che hanno interrotto il ritmo del gioco e lasciato spazi che l’avversario ha sfruttato.
La mossa di Scaloni: dentro Julian Alvarez
Per correggere i difetti il ct Scaloni sta pensando a tre cambi: Tagliafico giocherà come terzino sinistro, Paredes sarà titolare a centrocampo e Julián Álvarez dovrebbe prendere il posto di Lautaro Martínez, anche se l’attaccante dell’Atlético Madrid non ha ancora mostrato la forma smagliante della scorsa stagione in Spagna. Il tecnico dell’Albiceleste spiega: “I giocatori sentono il gran numero di partite giocate quest’anno, ma il livello dell’Argentina è accettabile. Siamo soddisfatti, ci sono cose da correggere ma è meglio quando si vince. Ma capisco che i quattro o cinque favoriti non stanno mostrando il livello previsto”.
Per il ct le favorite stanno deludendo
Scaloni ammette che si aspettava di più da parecchie squadre: “Ho visto il Brasile per un po’, la Norvegia è una grande squadra, penso che se avessero segnato il rigore staremmo però parlando di qualcos’altro. Questa Coppa del Mondo è complicata per tutti, la Francia sembrava un avversario temibile, e lo è ancora, ma con il Paraguay è stato difficile. Abbiamo visto la Spagna con il Portogallo e hanno vinto bene, ma solo all’ultimo minuto. Non ci sono squadre che abbiano mantenuto quello che facevano prima dei Mondiali. È molto difficile, ci sono condizioni diverse rispetto a quelle che abbiamo visto negli altri Mondiali.
Secondo me, la maggior parte dei giocatori che hanno giocato molte partite quest’anno lo sta avvertendo e per questo penso che il livello non sia quello a cui siamo abituati. La nostra Nazionale gioca come candidata da diversi anni e ha sempre giocato bene. Ma, quando le cose non vanno bene per te, combatti in vari modi, con la tua grinta e i tuoi attributi… E la squadra ce l’ha. Dopo, puoi giocare meglio, ma quando non ce l’hai, se non ce l’hai, vieni fatto fuori”.
Il calendario troppo fitto per Scaloni
Arriva una critica all’assemblaggio di un calendario che lascia ben poco riposo nella fase di eliminazione diretta: “Non è una lamentela ma parlo dal mio ruolo di coach, non da chi fa il calendario. La cosa logica sarebbe che nella parte finale ci si debba riposare di più”. Ultima battuta su Messi: “Leo sta bene e se ha qualcosa che non mi ha detto giocherà comunque.”
