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Argentina: Messi, il bernoccolo e il segreto della vittoria, Scaloni si prende la rivincita e spiega la scelta su Lautaro

La Pulce riconosce che c'è ancora da migliorare, il ct ha temuto il peggio sottolineando l'errore di chi parlava di tabellone facile per l'Albiceleste

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Ha segnato il suo settimo gol in questi Mondiali, l’ottavo di fila, il 20esimo in assoluto ma Leo Messi non era contento dopo la vittoria per 3-2 contro Capo Verde nei sedicesimi di finale. L’argentino, che ha rilasciato un’intervista lampo nella zona mista di Miami dopo essere stato nominato MVP della partita, si è mostrato autocritico nonostante la vittoria e la qualificazione, pensando già agli ottavi di finale contro l’Egitto. La battaglia di Miami ha lasciato un bernoccolo sulla fronte del numero 10, conseguenza di uno scontro con un avversario, ma a preoccupare la Pulce è la prova anfibia della sua Nazionale.

L’analisi critica di Messi

“Non siamo riusciti a metterli sotto pressione in modo efficace e loro hanno giocato sfruttando i loro punti di forza – ha detto Messi – sapevamo che sarebbe stata dura. Questa squadra non aveva mai perso contro la Spagna o l’Uruguay. Questo Mondiale è molto speciale; tutte le squadre sono molto equilibrate e ogni partita sarà estremamente difficile. Continueremo sempre ad andare avanti. Che si giochi bene o male…Abbiamo fatto delle buone cose ma dobbiamo anche correggere quelle sbagliate. Abbiamo fatto la parte più difficile, ovvero trovare il gol. Dopodiché, dovevamo trovare il nostro ritmo, essere più lucidi, e invece è successo tutto il contrario”

I calci piazzati sono stati decisivi

La chiave per vincere sono stati i calci piazzati, il vero segreto del successo di Miami: “Oggi abbiamo visto l’importanza dei calci piazzati – continua la Pulce – che prima non eravamo riusciti a concretizzare bene, e in partite come questa sono cruciali. Abbiamo buoni colpitori di testa e siamo stati in grado di sfruttarli. Sarà importante essere forti anche su questo, e ci stiamo lavorando da un po’ di tempo. In una competizione come questa è fondamentale, e oggi lo abbiamo dimostrato”.

La paura di Scaloni

Il ct Scaloni ammette di aver avuto paura: “Fino al fischio finale dei 90 minuti, la squadra stava bene. Un po’ affaticata, ma non avevamo più tempo. Quando giochi con il cuore… è quello che fai per una nazionale. Questo può compensare la mancanza di fiato, la mancanza di ossigeno. Oggi la squadra ha dimostrato carattere. Correggeremo ciò che dobbiamo correggere. Quando hanno segnato il 2-2… è stato un gol incredibile. Anche se avevamo già visto quel giocatore fare cose del genere, quando le fa è incredibile. Io, da scettico e pessimista quale sono, ho pensato: ecco, ci siamo… non stiamo andando bene. Sembravo più calmo di quanto apparissi. La cosa migliore della squadra è che incassa i colpi e continua ad attaccare. Dopo, possiamo valutare se è andata bene o male… È improbabile che questa squadra senta il peso della responsabilità, anche se possiamo certamente discutere se giochino bene o male… non si può giocare sempre bene”.

La scelta su Lautaro

“Negli ultimi minuti del match non avevamo sostituzioni, alcuni giocatori avevano i crampi e a quel punto ci siamo dovuti difendere come un gatto messo alle strette – ha aggiunto – Quando non giochi bene, devi difenderti. L’importante è che siamo passati al turno successivo e correggeremo i nostri errori”. Sulla decisione di schierare Lautaro Martínez titolare al posto di Julián Álvarez ha evitato polemiche: “Non mi piace parlare molto del numero 9 perché voglio rispettare entrambi i giocatori. Lautaro, prima di uscire, ha praticamente regalato un gol a Leo. L’allenatore è lì per trovare soluzioni. Parliamo sempre di equilibrio. Non è facile giocare con Leo, Lautaro e Julián insieme”.

Prima di congedarsi, ha lasciato un messaggio ai tifosi. “Sono i primi a capire che questa è l’Argentina, che non è affatto facile. La Coppa del Mondo è dura, ma la squadra è qui. Dopo una vittoria come questa, si esce più forti. Godetevela, bevete una camomilla. Io cercherò di non mangiare troppo a cena, perché quando sono così, mangio tanto e faccio tutto al contrario“.

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