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Arrigo Sacchi, bordate alla Juventus e ad Allegri

"Stanco di sentire "conta solo vincere", Allegri ha dimenticato la bellezza"

L'ex commissario tecnico della Nazionale Arrigo Sacchi in una intervista alla Gazzetta dello Sport spiega la sua ricetta per risollevare le sorti del calcio italiano dopo il disastro della mancata qualificazione ai prossimi Mondiali in Russia.

Sacchi prende a modello il Napoli di Maurizio Sarri, a scapito della Juventus di Massimiliano Allegri: "Io, quando soffro, sto male e non mi diverto. Non so voi, ma a me capita così. Ho sempre desiderato, con le mie squadre, essere padrone del campo e del gioco. Quando consigliai a Berlusconi di prendere Sarri gli dissi: "E’ venuto a San Siro e con l’Empoli ha dominato. Con l’Empoli, mi sono spiegato?". Il suo Napoli mi diverte, mi affascina".

Il dibattito tra chi diverte e chi vince è in corso da tempo in Italia, e spesso gli esponenti bianconeri pungono il Napoli proprio sul fronte delle vittorie: "Sono stanco di sentir dire "basta vincere" oppure "conta solo vincere". In questo modo si annientano tutti gli altri valori. Noi italiani siamo stati abituati, nel calcio come nella vita,aottenere il massimo con il minimo sforzo, ma non è questa la strada giusta per progredire. Il calcio è nato come sport di squadra offensivo, e noi invece lo interpretiamo come un fatto puramente difensivo".

Su Allegri: "Considero Allegri un maestro che ha elevato il tatticismo al massimo livello. Bravo, però si è dimenticato della bellezza, dell’armonia, della musica che deve suonare una squadra di calcio".

Sulla crisi di qualità degli Azzurri: "Tecnica di gruppo, non tecnica individuale. Noi italiani insegniamo ancora la tecnica individuale, mettiamo i bambini contro un muretto a calciare e stoppare, però non li facciamo interagire tra loro e così non li formiamo. Vi racconto un aneddoto: al Milan, quando si facevano le partitelle di calcio-tennis, nessuno voleva avere in squadra Gullit. Il primo a essere scelto, invece, era Lantignotti, bravissimo nella tecnica individuale. Inutile spiegare la differenza tra i due in partita…".

Gli allenatori maestri in Italia: "Ci sono allenatori che si giocano la partita e mi piacciono. Penso a Sarri, ovviamente, a Gasperini, a Giampaolo. A Di Francesco che, pur tra mille difficoltà,sta cercando di creare qualcosa d’importante in un ambiente delicato come Roma. E guardo con interesse quello che stanno facendo Zenga a Crotone e De Zerbi a Benevento".

 

SPORTAL.IT | 22-03-2018 10:55

Arrigo Sacchi, bordate alla Juventus e ad Allegri Spal-Juventus 0-0 Fonte: 123RF

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