Tra gli impegni legati al collaterale, che impegna Aryna Sabalenka sulle terrazze romane nelle serate lontane dal Foro Italico, e il richiamo di allenamenti e studio per il campo la conferenza stampa è un frammento di verità nel quadro di una rivendicazione che si ripercuote nelle occasioni pubbliche con una innegabile ciclicità. La Tigre bielorussa non è sola, nella richiesta di un adeguamento economico, e di diritti, che hanno avanzato le esponenti del tennis mondiale in un cammino di consapevolezza che si riflette solo in parte nella realtà del quotidiano per chi, come e più di Aryna, è protagonista assoluta del tennis femminile.
- Aryna Sabalenka pronta a boicottare il Grande Slam
- La rivendicazione
- Il montepremi del Roland Garros
- La linea moderata
- Attesa per Djokovic
Aryna Sabalenka pronta a boicottare il Grande Slam
Nel corso dell’incontro di Sabalenka con i media, la frase da cui si è scatenato il tutto puntava sui profitti, ma non si esaurisce la portata delle richieste in questo rilevante aspetto della questione: “Meritiamo una percentuale di guadagno maggiore: gli attori protagonisti dello show siamo noi. Se continuano a non ascoltarci, siamo pronti a boicottare i tornei”. Ne abbiamo riportato il senso, e la ripetizione, quando si è trattato di Jasmine Paolini, che ha detto in merito: “È un tema di cui in spogliatoio si parla parecchio. Vogliamo una distribuzione degli introiti più giusta, vogliamo i fondi per la pensione e la maternità. I tornei alzano i prize money ma non la percentuale con cui ci fanno partecipare agli incassi. Sì, se siamo tutti uniti, e uomini e donne lo sono, il boicottaggio è una strada da percorrere”.
La rivendicazione, perché di questo si tratta, delle top del tennis femminile si circoscrive al Grande Slam ovvero Roland Garros (in calendario dopo Roma) e a seguire Wimbledon, US Open e Australian Open. Quattro tornei che non valgono come i Masters 1000 e gli altri in calendario nella stagione WTA, ma che pesano sul piano formale e dei risvolti ovvero degli effetti a livello di immagine e comunicazione. I diritti si estendono anche al versante maternità e pensione, risvolti complessi e delicati e che sono appena progrediti dopo quanto avvenuto un anno fa.
La rivendicazione
La presa di posizione è trasversale, Grande Slam sotto attacco e richiamo al mondo ATP e WTA per sostenere e difendere la richiesta che poi apparterrebbe anche all’universo sindacale ovvero Ptpa che appare frammentario, almeno in questa fase.
A Roma, è arrivato anche Novak Djokovic, uno dei fondatori, che non ha ancora ripreso o valutato in nuove dichiarazioni pubbliche la questione, nonostante i pur importanti avanzamenti che si sono verificati. Il fondo maternità e la collaborazione tra WTA e PIF ha consentito con i limiti ad oggi persistenti comunque, passi in avanti notevoli come il rientro in campo di Belinda Bencic, ad esempio. Di certo la strada da fare è ancora lunga.
Il montepremi del Roland Garros
A provocare la reazione del mondo del tennis è stata la decisione del Roland Garros che, per il 2026, ha già annunciato un aumento del 9,5% del montepremi: salirà a 61,7 milioni di euro, con i vincitori dei tornei di singolare che riceveranno un assegno di 2,8 milioni.
Come riportato dal New York Times, un gruppo composto da quasi tutti i top 10 ATP e WTA (ci sono anche Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, mentre spicca l’assenza di Novak Djokovic) ha espresso “delusione collettiva” per l’aumento del montepremi del RG. Ci saranno tennisti e tenniste che rinunceranno a questo ambito premio, magari negandosi anche agli eventi degli sponsor programmati e già pianificati? Non tutte o almeno non in questa fase pur comprendendo che si tratta di diritti, non solo di guadagni.
La linea moderata
Iga Swiatek, attuale numero 3 della classifica ed ex miglior tennista del ranking, ha insinuato il dubbio ma non è ancora così convinta da dire subito no per conferire concretezza alla minaccia sottile che aleggia. La polacca ha sostenuto la richiesta del sindacato di allineare la quota giocatori per tutti i tornei al 22%, come già succede nel circuito ATP mentre gli Slam si limitano al 13-15%.
“Credo che la nostra richiesta di avere una percentuale adeguata di montepremi sia abbastanza ragionevole. Non è corretto parlare di aumento del montepremi se poi la percentuale rispetto ai ricavi continua a scendere”. Sulla linea moderata anche Coco Gauff e Elena Rybakina che hanno assunto una posizione leggermente meno battagliera rispetto alla Tigre bielorussa.
Attesa per Djokovic
Non è la primissima controversia, almeno verbale, tra le parti per via di un tema spinoso quanto delicato legato alle percentuali. In simili condizioni, l’unità costituisce un presupposto di pressione determinante ma basterebbe anche solo la Top 10 a imprimere una sorta di svolta. Vedremo che cosa accadrà, se Novak Djokovic esternerà la sua opinione in merito o sommerà questa eventuale valutazione alle altre.
A Roma ha già salutato Arianna Mihajlovic, presso il suo locale, dimostrando di avere a cuore il ricordo di Sinisa e di amare gli Internazionali e la Capitale, che li ospita e che non smette mai di elogiare per accoglienza e calore umano. Che sia questo il luogo da cui far partire il tutto, compreso l’auspicato quinto torneo del Grande Slam, nei sogni del presidente Angelo Binaghi e della Federazione?
