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Aryna Sabalenka agli Internazionali di Roma in campo con una it bag, la rivoluzione lieve oltre la pressione sugli Slam

La numero 1 del tennis mondiale è uscita a sorpresa da Roma ma ha già fatto la storia per aver introdotto sul campo in terra rossa una delle borse a spalla più iconiche del momento

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Premessa necessaria. Aryna Sabalenka ha interpretato il ruolo di ambassador con estrema disinvoltura ed intelligenza, tempismo raro, inaugurando a Roma un nuovo corso per la maison Gucci e che le tenniste potrebbero abbracciare da questa epifania in avanti. Come e più di Jannik Sinner, la Tigre bielorussa – numero 1 del ranking WTA – ha attraversato i corridoi che conducono al campo del Foro Italico a lei riservato con una delle it bag più iconiche della stagione, la nuova Paparazzo nella versione con la nota stampa del marchio.

Aryna Sabalenka in campo a Roma con una it bag

L’ingresso in campo di Aryna si è rivelato memorabile, al pari di quello di Jannik a Wimbledon quando con autorizzazione siglata entrò nel tempio del tennis con il borsone del brand. Un elemento di rottura con la tradizione, in nome del marchio.

Il concetto di fondo, anche agli Internazionali BNL d’Italia, è di assegnare a un oggetto iconico la funzione di innovare l’immagine della stessa campionessa – nella fattispecie Aryna Sabalenka – in un contesto altrettanto avvolto dal mito. Ecco che la Paparazzo, prodotto di punta di Gucci, acquisisce una legittimazione in questo ambito in quanto prima borsa non sportiva – a differenza di quel che è stato visto a Londra, a debuttare sulla terra rossa di Roma, città eterna.

L’ingresso trionfante con una it bag

Nella serata di giovedì 7 maggio, per il secondo turno degli Internazionali contro Barbora Krejcikova — poi battuta in due set, 6-2 6-3 prima dell’imprevedibile tonfo — la campionessa bielorussa ha attraversato i corridoi e poi il Centrale del Foro Italico – con tanto di record fino ad ora di biglietti venduti – portando al braccio una Gucci Paparazzo. Una immagine prepotente, nel linguaggio televisivo e nell’associazione a una figura di assoluta caparbietà e determinazione come la queen del tennis mondiale, Sabalenka.

La sua it bag si integra con l’abbigliamento tecnico, nel rispetto degli accordi con un altro brand ovviamente, il completo sportivo si amalgama alla perfezione con il borsone e la Gucci Paparazzo in canvas GG color sabbia e marrone, rifinita in pelle, con banda e simbolo della casa e cn altrettanta eleganza, ma estremo senso pratico viene poggiata da Aryna sulla sua panca. Una delle borse più rappresentative e simbolo del lusso può affiancarsi a qualsiasi situazione giornaliera, addirittura su un campo di gioco e di terra rossa. Come già avvenuto quando Sinner portò quel borsone sul campo di Wimbledon, nell’immediato la portata dell’evento fu rivoluzionario per il tennis come per il segmento luxury.

Getty Images

Aryna Sabalenka

Le divise simbolo del mito italiano

Non è affatto casuale che un mito come Giorgio Armani abbia voluto che il suo brand più vicino al mondo dello sport, EA7, che vanta testimonial proprio tra sportive e sportivi, vesta coloro i quali contribuiscono con il proprio lavoro alla macchina degli Internazionali. E’ la moda, bellezza. Ma lo sport non può essere considerato da meno.

Negli ultimi anni, le giocatrici hanno progressivamente ridefinito la propria immagine pubblica, trascendendo la dimensione dei brand sportivi per ritagliarsi un compito arduo, eppure agile per la prossimità al pubblico che solo i campioni e le campionesse vantano.

Aryna e le altre: la lezione della moda nel tennis

Avvicinare i possibili acquirenti a quei marchi che ritenevano distanti. Così Coco Gauff è diventata volto delle maison, Naomi Osaka ha trasformato alcuni capi in elementi caratterizzanti e riconoscibili per non parlare dell’enorme contributo di Serena Williams che ha mantenuto intatta la lettura della propria fisicità, condizionando l’estetica fino a diventare icona di un tennis potente, lontano dagli stereotipi fisici assumendo una rilevanza sociale.

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Aryna Sabalenka con la Gucci Paparazzo

La scelta della Città Eterna

Aryna Sabalenka è entrata nella famiglia Gucci da tempo, ma perché Roma? Perché Roma non è stata costruita in un giorno, per dirla alla maniera degli anglosassoni e conserva in sé il mito e il presente, in una figura femminile attuale: sportiva, forte, contemporanea. La sua borsa, una it bag, si fonde con la sua statura sportiva e una femminilità che vive anche il lusso nella sua funzionalità. Non un gesto passa inosservato, non uno sguardo o un passo. La vittoria è solo una componente che aggiunge clamore alla narrazione scelta. Non è stata proprio Aryna, per prima, a denunciare d’altronde quanto fosse incoerente la linea degli Slam a Roma?

Aryna Sabalenka agli Internazionali di Roma in campo con una it bag, la rivoluzione lieve oltre la pressione sugli Slam Getty Images

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