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Aryna Sabalenka rompe il silenzio sulla morte del padre e dell'ex fidanzato: "Fatico ad accettarlo. Non capisco gli haters"

La numero 1 del ranking mondiale parla del grande dolore per la perdita del padre e la sofferenza per l'ex che l'ha messa a dura prova. E posta al centro di un bersaglio social insostenibile

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Nulla appare semplice, in Aryna Sabalenka. L’immagine che viene restituita dalle prime fotografie dal campo del Roland Garros la mostrano in un total black asciutto, essenziale perché sulla terra rossa di Parigi la sua concentrazione deve essere assoluta, totale a distanza di una manciata di match dall’esordio e dalla sconfitta, amara, subita agli Internazionali di Roma. Eppure appare elegantissima, estremamente curata e capace di donare alla sua figura il significato che si attribuisce alla potenza fisica, alla prestazione atletica. Su Vogue, nel servizio a lei dedicato collegato a una toccante intervista, la numero 1 del ranking WTA esibisce le sfaccettature di una personalità poliedrica, della quale mostra qualche dettaglio appena in campo. Ha tanto ancora da vincere, Aryna ma affida a queste risposte le inquietudini con la quali convive. La morte di suo padre, su tutte, e la tragica scomparsa del suo ex fidanzato.

Sabalenka, regalo di compleanno a Parigi

Per il suo compleanno si potrebbe regalare il trofeo mancato tra gli improperi lo scorso anno nella finale del Roland Garros giocata contro Coco Gauff, quarta in classifica WTA ma prima per le sponsorizzazioni fino a quando Aryna non ha deciso diversamente. Potrebbe regalarsi Parigi, Sabalenka. Ma anche una migliore visibilità dopo aver deciso di entrare nella famiglia degli ambassador Gucci a inizio anno quando la maison valutò di unire i due numeri 1 del tennis alla loro casa di moda. L’altro è Jannik Sinner.

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Una comunicazione forte, che abbiano compreso anche a Roma quando Sabalenka ha fatto la sua comparsa con la borsa di punta della collezione Gucci. Quest’anno, intanto si è presa il Double Sunshine e non cela l’ambizione di centrare altro.

Getty Images

Aryna si allena a Parigi

L’ingresso nella famiglia Gucci

A Madrid 2026, dove per la prima volta dopo 16 partite perde sprecando sei match point contro la numero 32 del ranking, non è scivolata in scene estreme come agli Australian Open o a Parigi, lo scorso anno. “Non è stata una partita facile. La notte in cui ho perso, ho sognato tutti quei match point. Sognavo un punto, mi svegliavo e pensavo a quell’occasione persa”.

Fino ai 24 anni, a testimonianza che non tutto è lineare nella sua vita anche da sportiva, ha scelto di essere affiancata da uno psicologo che l’ha supportata nel suo percorso. A 19 anni vinse il primo match a Wimbledon, ma fino a quel momento “molti allenatori mi dicevano che ero stupida e che l’unica cosa che sapevo fare era colpire la palla con troppa forza, che non sarei mai entrata nella top 100”. Invece, è la numero 1 della classifica WTA e lo è stata per tutte le settimane del 2025 e di questo 2026: una tennista che sa scoprirsi anche imprenditrice, molto mediatica rispetto a Iga Swiatek, ad esempio.

La perdita del padre

Alla Bielorussia ha riservato riflessioni dense di tenerezza, amore, trasporto per la sua famiglia: una sorella molto disinteressata al tennis, una mamma affettuosa e un papà perso troppo presto. Aveva avuto una carriera da giocatore di hockey, ma per la sua primogenita aveva preferito il tennis. Quando è mancato, ancora giovanissimo, aveva qualche problema economico eppure non aveva mai mollato. Suo padre, ha spiegato, è morto di meningite nel 2019 quando Aryna era pronta al grande salto di qualità nel tennis. Erano giorno che stava male, ma il ricovero gli era stato rifiutato.

“Ho pensato: se l’ambulanza non lo porta, lo porto io stessa in ospedale”, ricorda Sabalenka. “Lo portarono il terzo giorno, ma era troppo tardi. Fu ancora più difficile per mia madre. E solo dopo mi resi conto di quanto avesse sofferto mia sorella. Eravamo entrambe le cocca di papà.”

“Dicono che il tempo aiuti, ma ora faccio più fatica perché so quanto mio padre si sarebbe divertito vedendo il mio successo – dice nell’intervista – Ci sono tanti padri nel circuito e quando vedo un padre orgoglioso, penso: ‘Ragazza, goditi questo momento, perché non sai mai cosa ti aspetta'”.

La tragica morte dell’ex Koltsov

Dopo questo lutto, un altro più recente e a tratti meno gestibile sul piano della pressione social l’ha segnata: due anni fa il suo ex fidanzato Konstantin Koltsov muore per presunto suicidio a Miami mentre lei si stava allenando nella stessa città in vista del noto torneo. “Ho litigato con il poliziotto quando è arrivato a darmi la notizia – racconta – non riuscivo ad accettarlo”, si legge nell’intervista.

Lo choc era stato devastante. Per cercare di superare la perdita, partecipa al torneo e perde al terzo turno, spaccando una racchetta in campo e annullando la conferenza stampa post partita, una reazione che manifesta un granello di quel dolore immane, di quella difficoltà di gestione. “Tornare a lavorare era l’unica soluzione”. Non aveva considerato gli haters.

“Non passo molto tempo sui social, ma a volte vedo commenti a caso e chiedo al mio manager: ‘Davvero la gente mi odia così tanto?’ Giudicano il tuo aspetto, le tue urla, la tua nazionalità, persino la tua vita privata”.

La proposta e il matrimonio

L’ha aiutata il consolidamento del suo rapporto con il fidanzato, l’imprenditore brasiliano Georgios Frangulis, che le ha regalato un anello di fidanzamento con un diamante da 12 carati e conil quale ha studiato una serie di investimenti dopo essere stata testimonial del suo marchio.

Il matrimonio dovrebbe essere fissato nel 2027: “Gli ho detto che avendo una mano grande un anello piccolo sarebbe stato molto… piccolo”, ha ironizzato Aryna. Un anello che indossa sempre, anche in campo che non passa inosservato. E non solo per motivi estetici: «Durante una partita in notturna, quando le luci ti illuminano, è proprio davanti agli occhi dell’avversario”.

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