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Pagelle Atletico Madrid-Arsenal 1-1: Lookman a sprazzi, Gyokeres e Alvarez glaciali, Gabriel e Pubill due muri

Tanto equilibrio al Wanda Metropolitano, che saluta anche Griezmann: due rigori spezzano la monotonia. La cronaca del match e i voti dei migliori e peggiori

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Antonio Salomone

Antonio Salomone

Giornalista

Giornalista pubblicista. Lo affascinano, da sempre, le categorie minori e i talenti in erba. Ha fiuto per la notizia e per gli emergenti. Calcio, basket, motori: ci pensa lui

A 24 ore di distanza dalla meravigliosa semifinale di Champions firmata PSG-Bayern, al Wanda Metropolitano sembra di vedere un altro sport. Poche emozioni, tanta compattezza e un copione con pochissima suspence e rispecchia la filosofia dell’ultimo Arteta e Simeone. Talmente tanta che per sbloccare il match serve un rigore discutibile fischiato all’Arsenal, che Gyokers trasforma. La trama è banale e prevedibile e il pareggio dell’Atletico arriva in modo identico: fallo di mano di White e penalty fischiato con il Var. Julian Alvarez così come il collega svedese sfonda la porta. Le chance sono poche e spesso nascono dai piedi di Lookman, che però non si dimostra freddo. La partita scorre fino al triplice fischio, quando Griezmann saluta per l’ultima volta i suoi tifosi in Champions League. Ora si deciderà tutto all’Emirates.

Atletico-Arsenal, ode all’Haramball. La sblocca Gyokeres

Atletico Madrid e Arsenal si schierano a specchio, con un obiettivo ben preciso: tenere ordine ed equilibrio, un modo di fare opposto rispetto a Psg-Bayern. Ne risente però lo spettacolo, con tanto giro palla innocuo e poche occasioni. A spezzare la noia ci pensa Madueke con un dribbling secco su Ruggeri, poi l’inglese con un cross lungo trova Hincapie che non riesce a centrare la porta. L’Atletico Madrid risponde al 13′ con Julian Alvarez che danza sul posto e fa partire un destro a giro, che fa volare Raya. Non passano neanche sessanta secondi ed è Odegaard ad avere un palla gol, ma Cardozo si immola per parare il tiro dentro l’area. Il ritmo si spegne e i due castelli difensivi si alzano sempre di più.

Per rompere l’equilibrio serve quindi la giocata individuale ed è quello che fa Madueke alla mezz’ora: l’ala di Arteta converge e calcia forte di mancino, mettendo paura ad Oblak, che accompagna il pallone sul fondo. Un primo tempo all’insegna dell’Haramball, come giovani preferiscono definire il calcio prettamente difensivo. Sul finire del primo tempo si accende una fiammella: Julian regala un pallone a Odegaard che gira a Gyokeres, bravo a proteggerlo e a buttarsi dopo un minimo contatto con Hancko. Per Makkelie è rigore, anche se lo scontro è veramente minimo. Dal dischetto si presenta proprio lo svedese che non sbaglia.

Julian Alvarez e l’anima di Madrid

La ripresa comincia con una meraviglia di Julian Alvarez su calcio di punizione: un arcobaleno dai 30 metri che dà solo l’illusione del gol. L’Atletico Madrid si accende con Lookman che sfugge alla difesa e fa partire un mancino velenoso che Raya respinge, poi Griezmann sulla ribattuta trova il muro di Gabriel. Passa qualche istante e i colchoneros chiedono un rigore: Llorente calcia al volo e White la devia con la mano. Dopo un intervento del Var, Makkelie concede il penalty. Alvarez dagli undici metri non fa neanche muovere il portiere e calcia forte sotto il sette.

Ora in campo c’è solo l’Atletico, esaltato dall’anima del Wanda Metropolitano, che al 62′ prende la traversa con Griezmann: Ruggeri crossa bene rasoterra e il francese di prima centra il legno. Al 73′ Lookman salta bene un avversario nell’area piccola e poi cestina la palla del vantaggio, tirando centrale e debolmente a pochi metri da Raya. La gara vive solo di rigori e questa volta se lo procura Eze, dopo un contrasto con Hancko. Ma il direttore di gara viene subito richiamato dal Var e il penalty viene revocato. Nel finale ci prova Molina a trovare l’eurogol ma il suo destro è troppo alto. Poi le due squadre evitano rischi e rimandano tutto al secondo atto all’Emirates.

Atletico Madrid-Arsenal: tutte le emozioni del match

Top e flop Atletico

  • Pubill 6.5 – Un gigante giovane: non subisce la pressione e tiene a bada Gyokeres con personalità
  • Llorente 6.5 – Vive la vita con una particolare dose di “pazzia”. Sulla fascia fa lo stesso. Non concede nulla a Martinelli.
  • Alvarez 6.5 – Balla il tango argentino nel fango, si distingue con le giocate, perde un pallone sanguinoso, ma fa un gol che può valere tanto.
  • Lookman 6 – Si accende a intermittenza e non è feroce negli ultimi metri, ma le poche chance passano dai suoi piedi.
  • Cardoso 5 – Contribuisce alla monotonia e non cambia mai ritmo. Il “giocatore monoritmo”, saranno contenti Elio e le Storie Tese. A questi livelli non basta essere vigorosi.

Top e flop Arsenal

  • Gabriel 7 – I muratori brasiliani prendono spunto da lui. Alza il muro e spesso salva la porta di Raya.
  • Gyokeres 6.5 – In una partita in cui anche una goccia può cambiare le sorti del match, il suo rigore pesa tanto. Prima se lo procura e poi lo trasforma.
  • Saliba 6.5 – Come un filoso francese esprime perfettamente il pensiero del proprio maestro Arteta: compattezza ed equilibrio. Statuario come la Torre Eiffel.
  • Madueke 6.5 – Uno dei pochi che non finisce nel buco nero della noia. Prova a brillare nella notte delle stelle e dà un po’ di luce a una partita opaca.
  • Martinelli 5.5 – Non riesce a tenere il ritmo brasiliano, sembra più europeo. Non danza mai, non riesce a dribblare. Mai pericoloso.

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