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ATP Finals, Zverev: "Non volevo Sinner, avrei preferito Alcaraz". Shelton invece fa il "Bulletto": "Io no"

Il tedesco schietto alla vigilia: "Speravo di finire nell'altro girone". L'americano ostenta sicurezza: "Mi piace l'idea di sfidare Jannik, sono migliorato molto".

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Toccherà a loro prendere il posto di Jannik Sinner in quella che doveva essere la serata del “gran debutto” del rosso di San Candido alle ATP Finals di Torino. Colpa di Novak Djokovic, dei suoi dubbi e tentennamenti che hanno costretto a rivoluzionare il calendario del torneo, spiazzando gli stessi tifosi e appassionati. E così saranno Sascha Zverev e Ben Shelton a sfidarsi nel primo incontro del gruppo Bjorn Borg, lo stesso del rosso di San Candido. Una sfida già potenzialmente decisiva per quello che dovrebbe essere il secondo posto nel raggruppamento. Ed entrambi ne sembrano ben consapevoli.

ATP Finals, le ambizioni di Zverev e Shelton

Zverev che arriva a Torino dopo aver perso due volte contro Sinner nello spazio di una settimana, prima in finale a Vienna e poi in semifinale a Parigi. Sembra comunque in crescita rispetto alla fase più negativa della sua stagione. Anche Shelton è in ripresa dopo esser rimasto fermo alcune settimane subito dopo gli US Open. Entrambi si presentano a Torino con la volontà di chiudere bene la loro annata. Un 2025 discreto, non buonissimo per tutti e due. Forse, tra il tedesco e l’americano, quello maggiormente soddisfatto della sua crescita è proprio Shelton, che è anche più giovane e ha ancora margini.

Sascha sincero: “Avrei voluto evitare Sinner”

In conferenza stampa Zverev sceglie la sincerità e la schiettezza. A precisa domanda sulla “soddisfazione” per il sorteggio, ecco la risposta: “Francamente avrei preferito capitare nel gruppo di Alcaraz, Sinner è il più forte al mondo in condizioni indoor e soprattutto su un campo come quello di Torino, decisamente più veloce rispetto a quello di Parigi. Lui e Carlos hanno staccato tutti ed è un dato di fatto. Io però ho dimostrato di poter competere al massimo livello quando sto bene, quindi vedremo”. Già a Vienna, scherzosamente, Zverev aveva “redarguito” Sinner: “Sono due anni che stai davanti alle…”.

Shelton spavaldo: “Mi piace sfidare Jannik”

Non dello stesso avviso Ben Shelton. Del resto, sono note le spavalderie e le esuberanze dell’americano, che da qualche tempo si è guadagnato il simpatico nickname di “Bulletto”. Per lui sfidare Sinner non è una prospettiva negativa, anzi. Avrà la possibilità di testare sul campo i miglioramenti che l’hanno portato al livello dei big del circus, in uno dei tornei più prestigiosi e affascinanti del circuito. “Mi piace l’idea di sperimentare la sfida con Sinner. Ovviamente il pubblico italiano sarà dalla sua parte, ma negli ultimi anni ho fatto tanti miglioramenti e non è un caso che io sia qui“.

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