La sua apparizione, nella giornata di Jannik Sinner, è stata il pretesto per paragoni intriganti su ritmo, velocità e aumento dell’efficacia – sulla terra rossa – tra il campione e detentore del record mondiale sui 100m e il numero 2 in procinto di recuperare, partita dopo partita, punti e tornei decisivi in un’azione articolata ai danni dell’attuale migliore tennista del ranking, Carlos Alcaraz.
Ospite, al pari di chi gli sedeva di fianco nel box riservato, Usain Bolt ha incontrato a fine match Sinner il quale ha liquidato in un’ora e pochi minuti Ugo Humbert, impotente rispetto al progetto che Simone Vagnozzi e Darren Cahill (compresa l’alternanza) hanno studiato per l’altoatesino.
- Sinner, Bolt e Borghi incollati per l'esordio a Montecarlo
- Il dialogo tra emozione e imbarazzo
- Alcaraz, il riflessivo
Sinner, Bolt e Borghi incollati per l’esordio a Montecarlo
Usain Bolt ha seguito con attenzione il match, accanto all’attore italiano Alessandro Borghi, seduti uno di fianco all’altro e alle spalle del patron di Replay, Matteo Sinigaglia, il quale è stato immortalato accanto all’ex atleta giamaicano su Instagram. Ospite a Monaco, aveva già lasciato tracce interessanti nell’arco dei precedenti incontri, foto e piccoli avvenimenti a margine.
Il carisma, immutato, con l’incontro post partita sul campo di Montecarlo tra Bolt e Sinner è stata una autentica amplificazione della divergenza di stile, nonostante l’evidente emozione dell’altoatesino il quale ha sorriso e rivolto parole nei riguardi del mito dell’atletica leggera il quale ha partecipato dalla tribuna alla sfida, francamente senza storia, tra l’azzurro e l’incolpevole Humbert. Ugo ha affrontato un avversario in crescita, dai colpi ingiocabili oltre che con una mentalità straordinaria. Sarà anche il Roland Garros l’obiettivo concreto, ma pure Usain Bolt ha capito con quale determinazione è sceso in campo, oggi, Sinner.
Usain Bolt e Alessandro Borghi
Il dialogo tra emozione e imbarazzo
“Ti sei divertito?”, ha chiesto Sinner a Bolt nel loro incontro post match, con il giamaicano che ha abbozzato una risposta affermativa si sente dal video postato dall’ATP sugli account ufficiali. Qualche battuta, una stretta di mano e sorrisi reciproci e la chiosa in perfetto stile Jannik. “È stato un piacere”, ha detto rivolgendosi a Bolt.
Alcaraz, il riflessivo
Intanto Alcaraz ha messo da parte malinconie e yatch per aggiudicarsi, come da copione e pronostico, l’incontro in programma contro l’incolpevole Baez presto accantonato per spostare l’attenzione sulla scalata in atto da parte del rivale inevitabile, da qui a Roma.
“So che perderò la posizione numero 1 al mondo, non so se sarà qui o al prossimo torneo. Difendo molti punti ed è difficile difenderli tutti. Se anche lo faccio, Jannik può risalire perché non ha punti da difendere. Io farò tutto il possibile però il numero 1 nel ranking non è una cosa a cui penso in questo momento. L’obiettivo è quello di fare il meglio possibile sulla terra rossa. Vedremo quello che succederà”, ha divagato (ma non troppo) Carlos. L’assenza di Juan Carlos Ferrero, adesso, quando si appresta ad affrontare le settimane (e i tornei) più pesanti per punti e ranking sono un segno dei tempi. Sinner attende, mentre porta dalla sua anche l’uomo più veloce del mondo.
