Trequarti d’ora in più sulla tabella di marcia, ma è tutto allenamento da consegnare all’ultima parte di stagione: insomma, Matteo Berrettini può sorridere due volte dopo la maratona che l’ha visto prevalere su Cameron Norrie, restio a morire dopo aver salvato una palla match nel tiebreak del secondo set, ma alla fine comunque uscito sconfitto dal campo al termine di un match dalle mille emozioni. La sfida più “allenante” possibile per Berrettini, che a questo punto dimostra davvero di essere entrato perfettamente nella lunga volata che lo porterà a guidare l’Italia nelle finali di Davis Cup di Bologna.
- Matteo il maratoneta: da aprile non vinceva due partite di fila
- Tiebreak thrilling, poi il lieto fine: che battaglia a Vienna...
- Nei quarti la sfida con de Minaur: Matteo avanti 3-1 nei precedenti
Matteo il maratoneta: da aprile non vinceva due partite di fila
Giusto per rendere meglio l’idea: due partite di fila Berrettini non le vinceva addirittura da 6 mesi, da quando sulla terra di Monte Carlo si spinse fino agli ottavi di finale, superando prima Navone e poi Zverev (si sarebbe fermato soltanto davanti a Musetti, col quale a Bologna dovrà fare squadra per far si che l’insalatiera rimanga in Italia).
Una sorta di incantesimo rotto, ma quanta paura ripensando a quel che ha raccontato un secondo set decisamente complicato, dove Matteo è andato vicinissimo a chiudere i conti, ma dove s’è fatto tradire da un po’ di frenesia nel momento di far quadrare tutto l’occorrente. Poco male: la vittoria al terzo vale forse di più, anche perché era Norrie che ha cominciato a servire nel parziale, e di solito in casi come questi l’inerzia (anche e soprattutto a livello mentale) passa tutta dalla parte di chi s’è salvato per il rotto della cuffia.
Decisivo il break ottenuto nel nono gioco, quando due errori del britannico hanno permesso al romano di collezionare due opportunità per andare a servire per il match: la prima Norrie l’ha salvata con il servizio, sulla seconda con un gioco di prestigio Matteo ha respinto la stop volley del rivale e ha ottenuto il punto, andando poi a chiudere con autorità e senza patemi dopo tre ore e 20 minuti di pura battaglia.
Tiebreak thrilling, poi il lieto fine: che battaglia a Vienna…
Due tiebreak e un terzo set giocato comunque col coltello fra i denti fanno anche la felicità di Filippo Volandri, che sente di aver ritrovato quel “Martello” che un anno fa gli ha portato in dote punti pesantissimi per conquistare la seconda Davis consecutiva (e la prima Matteo la vide da casa, poiché infortunato).
Berrettini ha saputo reagire subito alle prime difficoltà recuperando un break di svantaggio nel primo set, finito sotto 3-1 dopo aver buttato via un game in totale controllo. Dopo aver annullato due opportunità per un altro break, il romano ha svoltato nel settimo gioco, obbligando Norrie a cercare due soluzioni difficili (e infatti, senza esito). Nel tiebreak Berrettini ha sempre guidato il punteggio, poi sul 6-5 ha sprecato una prima palla set sul servizio del britannico, quindi quando ha potuto servire la seconda ha infilato l’ace dell’8-6 col quale s’è preso il set.
Nel secondo, servizi dominanti e manco l’ombra di una palla break: si torna al tiebreak, dove Cameron scappa sul 3-1 per poi finire sotto 5-4, con l’italiano che sfrutta un paio di regali del rivale. Norrie però risale la corrente, si procura tre palle set (due sul servizio di Matteo) che pure non producono effetto, tanto che sul 9-8 è Berrettini ad avere la palla pesante per chiudere il match, che pure sventa con una prima potente e centrale. Alla quarta palla set, Norrie trova il punto decisivo, rimandando ogni discorso al terzo set. Che si apre all’insegna dell’equilibrio, fino al benedetto nono game che spiana la strada al successo del romano.
Nei quarti la sfida con de Minaur: Matteo avanti 3-1 nei precedenti
Nei quarti Berrettini troverà uno scoglio duro come Alex de Minaur, che a quanto pare è sembrato in netta ripresa dopo aver paventato problemi fisici nelle scorse settimane, tanto da mettere in dubbio la propria presenza alle Nitto ATP Finals. Per Matteo, un altro esame di maturità importante, con la voglia di spingersi ancora oltre e sognare un derby di semifinale con Musetti. Peraltro con de Minaur i precedenti sono favorevoli: è avanti 3-1 “The Hammer”, che ha vinto anche l’ultimo disputato a Miami la scorsa primavera.
Intanto però i segnali arrivati dalla seconda partita sul cemento viennese sono tutti improntati all’ottimismo: è soltanto la terza volta in carriera che Matteo ha giocato più di tre ore in un match disputato al meglio dei tre set (con Carballes Baena nel 2022 a Firenze e con Tiafoe sempre a Vienna lo scorso anno gli altri due precedenti), ma in ottica Davis questa non è affatto una brutta notizia.
