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Alcaraz in finale, Carlos più forte dei crampi: Zverev prima protesta, poi rimonta, infine s'arrende al 5° set

Carlos a un passo dalla vittoria dopo aver vinto i primi due set, ma arrivano i problemi fisici e un polemico Sascha rientra in partita. Si chiude dopo 5 ore e 27' di battaglia.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Ha del clamoroso quanto accaduto alla Rod Laver Arena di Melbourne, teatro della prima semifinale degli Australian Open. Alcaraz arriva a due giochi e a due punti dal match, ma deve fare i conti con una crisi di natura fisica (crampi più che un problema muscolare agli adduttori) che consente a Zverev di rientrare clamorosamente in partita. Dal 2-0 si arriva al 2-2, poi Carlitos è bravo a riemerergere dalle difficoltà: break di Zverev al primo game del set decisivo. Dopo cinque ore e 27 minuti di battaglia è un indomito Carlito a spuntarla: 6-4 7-6 6-7 6-7 7-5. Il tutto sotto gli occhi di Sinner, in attesa dalla sua stanzetta negli spogliatoi di scendere in campo contro Djokovic per la sua semifinale.

Australian Open, Alcaraz travolgente contro Zverev

Nei primi due set va in scena il “solito” copione: Zverev lotta alla pari con Alcaraz, poi nei momenti decisivi si scioglie. Accade nel primo parziale, dove dopo otto giochi tiratissimi lo spagnolo cede il servizio nel nono game e si arrende 6-4. E la storia si ripete nel secondo, dove pure Sascha riesce a piazzare un break e ad allungare fino al 5-2. Finita? No, perché Carlitos trova il controbreak e riapre i giochi, centrando poi la vittoria del set al tie-break con un minibreak chirurgico che vale il definitivo 7-5. Nel terzo set Alcaraz sembra sul punto di poter dare la spallata decisiva al match, ma sul risultato di 4-4 accade l’imponderabile.

Carlitos a un passo dalla vittoria, poi i problemi fisici

Dopo un allungo nel tentativo di buttare dall’altra parte del campo una smorzata di Zverev, Alcaraz fa una smorfia e si ferma. Sembra avere i crampi, gioca praticamentte da fermo il resto del game (e lo vince), poi chiede e ottiene un medical timeout scatenando le proteste del tedesco: “Ha i crampi, non si può chiamare il tmo”, si lamenta Sascha. Ma più che crampi sembrano problemi agli adduttori per lo spagnolo che si fa massaggiare, rientra in campo, vince stoicamente l’undicesimo gioco (6-5) e arriva a due punti dal match sullo 0-30. Zverev poi la smette di tirargli addosso, inizia ad angolare i colpi e s’accorge che Carlitos proprio non ce la fa più a correre.

Zverev protesta e rimonta: Alcaraz gioca da fermo

Si va al tie-break, che ben presto si trasforma in una farsa. Alcaraz gioca da fermo, Zverev domina e vince 7-3. Al cambio di set Alcaraz si fa massaggiare di nuovo, come consentito dal regolamento: e stavolta Sascha non ha nulla da ridire. Anche perché Carlos non sembra comunque avere molte energie da spendere: continua a giocare ogni punto su uno, massimo due colpi, mentre il suo avversario recupera progressivamente morale e baldanza. Il destino sembra scritto per il murciano, che comunque non sembra aver intenzione di mollare. Ma la domanda che sorge tra gli appassionati è: anche in caso di vittoria, Alcaraz ce la farebbe a disputare la finale? Sinner (e Djokovic) in attesa.

Segnali di ripresa per Carlos: le parole di coach Lopez

Due palle break non sfruttate da Zverev sul 3-2: Alcaraz risale dal 15-40 e sembra in grado di muoversi un po’ di più per il campo, che intanto adesso è completamente coperto dall’ombra. Dallo spagnolo anche i “soliti” atteggiamenti dopo un punto: gesti verso il pubblico e inviti a tifare per lui. Dal suo box intanto arrivano indicazioni continue. È il coach Samu Lopez a ripetere ossessivamente a Carlitos “Sigue, sigue”. Vale a dire: “Vai avanti, non mollare”. E Alcaraz lotta con tutto quello che ha. Quarto set in bilico e punteggio che si mantiene equilibrato, col murciano in leggera ripresa dal punto di vista fisico: si va al tie-break.

Zverev vince anche il secondo tie-break: quinto set

Alcaraz è quasi tornato al suo livello “normale”, anche se ancora leggermente impacciato nei movimenti, ma non riesce a portare a casa tie-break e partita. Lo spagnolo si porta avanti di un minibreak sul 3-2, poi però Zverev si rimette in carreggiata e alla fine riesce a fare i due punti decisivi, quelli che valgono il 7-4, sul servizio del rivale. Adesso è assoluta parità a Melbourne: due set per parte, con Carlos di nuovo in grado di sviluppare il suo gioco e Sascha galvanizzato dall’aver raddrizzato le cose. Superate le quattro ore e 10 minuti di gioco, ma il clima adesso è un po’ meno torrido alla Rod Laver Arena. Intanto Sinner e Djokovic intensificano la preparazione pre-partita: segui il live su Virgilio Sport.

Miracolo Alcaraz: rimonta Zverev e conquista la finale

Emozioni e ribaltoni anche nel quinto e decisivo set. Si parte col break di Zverev, Alcaraz però reagisce e sfiora a ripetizione il controbreak. Lo trova al decimo game, sul servizio del tedesco per la vittoria. Il 5-5 è una mazzata per Sascha, che sembra improvvisamente sulle gambe mentre Carlitos ritrova energie e “garra”, incitato anche dal pubblico, conquistato dalle sue mosse da torero. Il primo matchpoint è quello decisivo: Alcaraz punisce l’avanzata a rete di Zverev e chiude sul 7-5. Nonostante i crampi, i problemi, in finale ci va Carlitos. Che ora aspetta Sinner per l’ennesimo atto di una sfida infinita.

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