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Australian Open, Mario Ielpo in esclusiva: “Ancora Sinner-Alcaraz. Musetti, che peccato”. Perché l'amore per il tennis

Portiere, avvocato e tennista. Abbiamo provato a ignorare, con Mario Ielpo, le altre due grandi passioni per focalizzarci sul tennis: cosa ha detto sullo Slam australiano dopo l'approdo di Sinner in semifinale

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Redazione

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Portiere, avvocato e tennista. Le tre vite di Mario Ielpo possono essere riassunte in questo modo: partito proprio dalla racchetta, ha poi virato sul calcio vivendo grandi annate e trionfi con la maglia del Milan (2 scudetti e una Champions League indimenticabili), dove arrivò dal Cagliari che, a sua volta, lo prelevò dalla Lazio.

Appesi i guanti al chiodo, si è dedicato a tempo pieno all’avvocatura, dopo aver preso tutti i titoli necessari a svolgere la professione durante la carriera da calciatore.

Ma, come detto, c’è ampio spazio anche per il tennis nella sua vita, una passione che lo ha spinto a giocare diversi tornei, arrivando persino ad avere un punto nella classifica ATP.

“Ho avuto un punto nella classifica Atp”

E lo racconta lui stesso nel corso di questa intervista.

“Sono nato a Roma e abitavo proprio vicino al Foro Italico. Da piccoli, i miei genitori ci hanno provare tutti gli sport e io ho fatto anche la scuola di tennis, dai 9-10 anni. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili, fino a quando, giocando anche a calcio, mio padre si trovo a dover prendere una decisione. E scelse proprio la palla che rotola. Dopo aver chiuso la carriera calcistica, ho fatto qualche torneo, due importanti tra il 2009 e il 2010. Prima con Claudio Mezzadri, ma in semifinale mi sono stirato. L’anno dopo, invece, con Stefano Mezzadri vincemmo e questo ci diede diritto ad una wild card per il torneo ATP Challenger di Milano. Per un certo periodo di tempo, ho avuto anche un punto in classifica generale, perché all’epoca lo assegnavano a tutti i partecipanti, nonostante il doppio 6-0 che ci hanno rifilato al primo turno (ride, ndr). Però, mi sono tolto una bella soddisfazione”.

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Sinner-Alcaraz, finale scritta

Tornando alla stretta attualità, la speranza dei tifosi italiani di vedere una semifinale tra Sinner e Musetti è svanita nella notte, con il numero 5 del ranking si è dovuto arrendere per un problema muscolare quando era avanti di 2 set a zero. Dunque, l’altro italiano, che ha battuto Shelton agevolmente, se la vedrà con Novak Djokovic. Mentre, dall’altro lato del tabellone, Carlos Alcaraz affronterà Zverev nella prima semifinale di questa edizione dell’Australian Open.

“Mi aspetto la solita finale Sinner-Alcaraz. Lo spagnolo ogni tanto ha delle battute a vuoto, ma il suo rendimento è incredibile. Sono di un livello nettamente superiore agli altri. Certo, questo è il primo torneo della stagione e qualche rischio potrebbero correrlo. Ma l’ultimo atto mi pare già aggiudicato ai due protagonisti assoluti del tennis mondiale, a meno di clamorosi imprevisti fisici”.

Musetti è quello che è cresciuto di più

Dietro di loro, per ora, c’è il vuoto e lo si può facilmente dedurre anche dalla classifica ATP. Ma Ielpo ripone piena fiducia in un tennista che sta dimostrando di poter essere competitivo ai massimi livelli.

Al netto dell’infortunio, ed è un gran peccato, Musetti è quello che è cresciuto di più. Sta migliorando anche nel servizio, il fondamentale che ha portato Sinner a renderlo praticamente inavvicinabile. Se vuoi arrivare più riposato alle partite che contano dei tornei, devi cercare col servizio di rendere semplici i primi turni. Se, invece, devi lavorare molto da subito, prima o poi qualcosa lasci per strada e fai troppa fatica a vincere. Questo succede a Musetti, ma sono molto fiducioso per il futuro”.

ALESSIO LENTO

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