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Rybakina batte Sabalenka e vince gli Australian Open: Aryna s'arrabbia e crolla, trionfa la "fredda" Elena

La kazaka sorprende la "Tigre", come aveva fatto alle WTA Finals: secondo trionfo Slam dopo Wimbledon 2022, tre anni dopo la sconfitta contro la bielorussa nel 2023.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Ti aspetti Aryna Sabalenka e invece a trionfare è Elena Rybakina. La campionessa che non ama i riflettori, la timida, quella meno appariscente e loquace. È la russa, diventata kazaka per soldi (ammissione sua), a conquistare Melbourne al termine di una finale palpitante, ricca di colpi di scena, rimonte e ribaltoni. Una finale che Rybakina ha fatto sua dopo averla vista quasi scivolar via, proprio come nel 2023 quando vinse il primo set e poi si lasciò ribaltare da Aryna. Stavolta alla “Tigre” di Minsk la rimonta non è riuscita. S’è arresa al terzo set, tra i consueti sguardi attoniti e i dialoghi continui col suo box.

Australian Open, la finale tra Rybakina e Sabalenka

Primo break subito al primo game per Rybakina, brava a strappare il servizio alla rivale e soprattutto a tenere il vantaggio senza rischiare quasi mai di perdere a sua volta la battuta. Il primo set si chiude sul punteggio di 6-4 per la kazaka, con Sabalenka che dopo ogni scambio mette in piedi discussioni e richieste di indicazioni ai suoi tecnici. Nel secondo parziale le dritte funzionano. Aryna sembra più “in partita”, riesce a comandare il gioco e gli scambi con maggior autorevolezza. Il break a metà del set è il tesoretto che porta al 6-4 in favore della bielorussa: punteggio di 1-1 e inerzia del match ribaltata.

L’allungo e il crollo di Aryna, la vittoria va a Rybakina

L’onda lunga del secondo set arriva fino al terzo: al secondo gioco è break Sabalenka. Aryna scappa via sul 3-0, comincia a intravedere il traguardo e i fuochi d’artificio ma a quel punto si pianta. Due i controbreak di Rybakina, brava a mantenersi fredda, glaciale, imperturbabile. Una freddezza che la porta a ribaltare la situazione e ad allungare fino al 5-3. Sabalenka ha un sussulto, riesce a riaccendere le speranze sul 5-4. Ma l’ultimo turno di servizio consegna a Rybakina game, set, match e torneo. Per lei il secondo Slam dopo Wimbledon 2022, mentre per Aryna fallisce l’assalto al quinto Slam della carriera.

Sabalenka, stavolta niente chiassate: che freddezza Rybakina

Una partita durata due ore e 18 minuti e condita dai soliti siparietti tra Sabalenka e il suo quadrato. Stavolta, per le meno, nessuna chiassata a fine match, come dopo il tonfo nella finale dello scorso anno contro Madison Keys. Parole di circostanza quelle di Aryna, che ha ringraziato team, tifosi e organizzatori. Per Rybakina, invece, l’orgoglio d’aver regalato un risultato storico alla sua nuova patria, il Kazakhstan. “Ho cercato di rimanere aggrappata al punteggio e sono riuscita a sfruttare le opportunità che ho avuto a disposizione. Io fredda? Non avevo troppe opzioni, ho cercato di mantenere la concentrazione e di servire bene. Non ho avuto una buona prima per tutto il match, per fortuna ho tirato fuori l’ace nell’ultimo punto”.

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