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Bari, l'ombra del terzo fallimento in pochi anni: i tifosi non ci stanno e si scatenano

L'inchiesta che coinvolge la società pugliese richiama alla memoria i recenti crac delle gestioni Matarrese e Giancaspro: il web biancorosso accusa la famiglia De Laurentiis

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Gennaro Acunzo

Gennaro Acunzo

Giornalista

Giornalista (a volte) per professione, scrittore (spesso) per diletto: i due concetti sono interscambiabili a piacere, ma con moderazione. Scrive di calcio, musica, libri, ma a volte fa anche cose serie.

Ombre che ritornano, anni bui, tifosi costretti ad assistere all’agonia di un club che manca da troppo tempo nel calcio che conta. Era il 2011 quando il Bari fece l’ultima comparsa in Serie A: in quell’annata i biancorossi, allenati inizialmente da Giampiero Ventura e successivamente da Bortolo Mutti, conclusero il campionato all’ultimo posto con 24 punti.

Bari, l’inizio dell’incubo

La retrocessione in Serie B segnò l’inizio di un lungo periodo difficile per il club, culminato prima con il fallimento del 2014 sotto la gestione Matarrese e poi con quello del 2018-2019 durante la gestione Giancaspro. Negli anni successivi il Bari è andato più volte vicino al ritorno nella massima serie. L’occasione più clamorosa è stata la finale playoff di Serie B del 2023, persa contro il Cagliari per un gol di Leonardo Pavoletti al 94′, che ha negato ai pugliesi una promozione ormai a un passo.

De Laurentiis nel mirino

E oggi sui galletti torna a riaffacciarsi lo spettro del fallimento. Se le ipotesi della Procura dovessero trovare conferma, per il club biancorosso si tratterebbe del terzo dissesto finanziario in poco più di dieci anni. Al centro dell’inchiesta ci sono i circa 30 milioni di euro di debiti che gli inquirenti avrebbero ricostruito analizzando i bilanci della SSC Bari relativi al periodo compreso tra il 2019 e il 2025, durante la gestione della famiglia De Laurentiis.

L’operazione Caprile e l’asse con il Napoli

Nel mirino, in particolare, c’è l’operazione che ha portato al trasferimento di Elia Caprile dal Bari al Napoli nel 2023 per 2,2 milioni. Secondo la Procura, il Bari avrebbe ceduto un asset di valore a una società appartenente allo stesso gruppo (la famiglia De Laurentiis controllava sia il Bari sia il Napoli) a condizioni che avrebbero favorito il club partenopeo, privando invece la società pugliese della possibilità di beneficiare della successiva valorizzazione del giocatore. Due anni più tardi il Napoli rivendette Caprile al Cagliari per circa 8 milioni di euro, realizzando una consistente plusvalenza.

Bari, i crac del passato

Non sarebbe però, come accennato, la prima volta che il club si trova a fare i conti con una crisi di questa portata. Il primo crack risale infatti al 2014, al termine della lunga gestione della famiglia Matarrese. All’epoca la società, denominata As Bari Calcio, presentava un’esposizione debitoria stimata in circa 55 milioni di euro, maturata tra il 2009 e il 2014. In quel caso, dopo gli anni segnati dallo scandalo del calcioscommesse e dalla retrocessione in Serie B, l’accusa contestata fu quella di bancarotta fraudolenta.

Processi in corso

Il processo di primo grado è ancora in corso e vede imputati l’ex amministratore unico Claudio Garzelli, il suo successore Francesco Vinella, l’ex amministratore delegato e consigliere Salvatore Matarrese, oltre ad Antonio Matarrese, già vicepresidente vicario del consiglio di amministrazione, ex presidente della Lega Calcio ed ex vicepresidente di FIFA e UEFA. Per quest’ultimo, tuttavia, le contestazioni riguardano esclusivamente la gestione del marchio e non l’ipotesi di bancarotta.

Il fallimento del 2019

Dopo il fallimento dell’era Matarrese, il Bari passò nelle mani dell’ex arbitro Gianluca Paparesta, che successivamente condivise la proprietà con Cosmo Antonio Giancaspro. Anche quella esperienza si concluse con un nuovo dissesto: nel gennaio 2019, proprio nel giorno del 111° anniversario della fondazione del club, fu dichiarato il secondo fallimento, con un passivo di circa 12 milioni di euro. Paparesta è stato successivamente assolto, mentre il procedimento di primo grado per bancarotta nei confronti di Giancaspro è ancora pendente.

Baratro di nuovo vicino

Pochi mesi prima della dichiarazione di fallimento, il titolo sportivo era stato affidato, come previsto dalle norme federali, all’allora sindaco Antonio Decaro, che avviò la procedura per individuare una nuova proprietà. La scelta ricadde sulla famiglia De Laurentiis, che nell’estate del 2018 rilanciò il calcio barese riportando la squadra tra i professionisti. A quasi otto anni di distanza, però, il club si ritrova nuovamente al centro di una delicata vicenda giudiziaria che, qualora le accuse venissero confermate, rischierebbe di aprire un nuovo capitolo nero nella storia della società biancorossa.

Bari, i tifosi non ci stanno

Tifosi baresi naturalmente infuriati contro la famiglia De Laurentiis, come Cillo: “Avete capito che da Bari Ve ne dovete andare….”. Emanuele aggiunge: “finché la bancarotta è riferita al Bari calcio nn ci saranno danni, ma se l’inchiesta si allarga al Napoli calcio allora si che i de Laurentiis dovranno darsi alla macchia!”. Mentre Francesco azzarda: “Questo strano collegamento tra Bari Cagliari e Napoli ricorre troppo frequentemente”. Modugno è molto più amaro: “Ci hanno tolto la passione il sognare l’attesa della partita povero mio Bari”. Mentre Giovanni sottolinea: “La scusa buona per non fare la campagna acquisti”.

Il comunicato dal sito del Napoli

In serata sul sito del Napoli è comparso un comunicato in cui si legge che “SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina. Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati. Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie. SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali”.

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