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Filippo Baroncini, la tragedia sfiorata al Giro di Polonia: l’azzurro ricoverato in ospedale. Polemiche sull’organizzazione

Il ciclista italiano, uno dei luogotenenti di Tadej Pogacar alla UAE Emirates, è stato vittima della terribile caduta di ieri al Giro di Polonia: frattura cervicale, alla clavicola e lesioni facciali, le sue condizioni

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Filippo Baroncini è andato incontro a una vera e propria tragedia e sebbene il ciclista italiano abbia rimediato un infortunio che rischia di tenerlo fuori per molto tempo, c’è addirittura la sensazione di un sospiro di sollievo.

Le condizioni di Filippo Baroncini

Filippo Baroncini è stato vittima di una bruttissima caduta nel corso del Giro di Polonia, il 24enne ciclista italiano è stato uno degli atleti coinvolti in una tappa che ha rischiato di assumere connotati drammatici. Ora a rivelare le sue condizioni è la sua squadra, la UAE Emirates che ha comunicato che il ciclista è stato ricoverato in ospedale dopo la sua caduta dove gli sono state diagnosticate diverse lesioni anche facciali, una frattura alla vertebra cervicale (per fortuna senza conseguenze neurologiche) e una frattura alla clavicola.

Il 24enne romagnolo si è dimostrato un uomo di grande importanza per la UAE e per i suoi capitani, gode di grande stima da parte di Tadej Pogacar ma ora la sua squadra dovrà fare a meno di lui per un periodo piuttosto significativo. Difficile in questo momento quantificare i tempi di recupero ma si tratta senza dubbio di uno stop piuttosto lungo.

Polemiche al Giro della Polonia

La terza tappa del Giro della Polonia si è di fatto conclusa a circa 20 chilometri dal traguardo. Lungo un tratto in discesa infatti una caduta che ha visto protagonisti molti corridori ha creato una vera e propria situazione di panico, alcuni ciclisti tra cui anche il leader della classifica Lapeira sono finiti a terra e alcuni anche in un fossato ai margini della strada. Per soccorrere tutti i ciclisti coinvolti nella caduta sono state impiegate tre ambulanze, le uniche presenti durante la corsa, e per questo motivo da quel momento in poi non c’erano mezzi sufficienti per garantire la sicurezza degli atleti. Gli organizzatori sono statu dunque costretti a neutralizzare la tappa, la vittoria è andata al britannico Ben Turner ma non sono stati conteggiati i distacchi.

La presenza però di pochissimi mezzi di soccorso durante la gara ha sollevato molte polemiche, ancora una volta la sensazione è stata quella di una scarsa attenzione alla sicurezza delle gare e il tutto avviene a distanza di solo qualche settimana dalla tragica scomparsa del giovanissimo Samuele Privitera, che ha perso la vita a 19 anni nel corso di una tappa del giro della Valle D’Aosta.

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